TermoliOnLine - Portale di informazione su Termoli e Basso Molise. Commercio, Servizi, Turismo.

Tutela dell’Alto Sannio, della Valle del Tammaro e del Parco del Matese: la nota di Petraroia

Più informazioni su

CAMPOBASSO. Tra poche ore le ruspe delle imprese eoliche riprenderanno a sbancare la nostra Montagna incontaminata, posta ai confini tra Campania e Molise, incuranti di stravolgere un territorio inserito nell’istituendo Parco Nazionale del Matese di incomparabile bellezza e di straordinaria valenza paesaggistica, archeologica e naturalistica. A pochi passi dalle devastazioni in corso c’è il Parco Geopaleontologico di PIETRAOJA (BN) dove è stato rinvenuto un esemplare di dinosauro d’epoca remota che conferma la ricchezza culturale del Massiccio del Matese.

Poco più giù ci sono gli antichissimi insediamenti sanniti di Terravecchia e di Saepinum-Altilia risalventi al IV° e al V° Secolo Avanti Cristo incastonati nell’agro di Sepino (CB) che non per nulla è interamente sottoposto a vincolo storico, paesaggistico e ambientale da parte del Ministero dei Beni Culturali. Il Regio Tratturo Pescasseroli – Candela corre da Santa Croce del Sannio verso la piana di Bojano ed è equiparato a bene monumentale nazionale per il rilievo di queste millenarie vie della transumanza su cui ha camminato la storia nel corso di 30 secoli. Ma tutto ciò che decine di generazioni di pastori e contadini sanniti sono riusciti a custodire e tramandare fino ai nostri giorni ci viene stravolto sotto i nostri occhi in base a norme scritte da chi confonde l’idolatria per il profitto col valore di beni inalienabili come l’identità di un popolo, la storia di una comunità ed il valore non mercificabile di un patrimonio tutelato dall’art. 9 della nostra Carta Costituzionale. Ciascuno di noi assiste impotente allo scempio perpetrato verso la natura sulla catena montuosa del Matese che rappresenta il più grande serbatoio di acqua di sorgente dell’Italia Centro-Meridionale.

Ci hanno abbindolati con le energie rinnovabili dell’Europa 2020, Protocollo di Kyoto e Carta di Rio, e ci considerano sostenitori dei combustibili fossili se evidenziamo che installare dei mostri eolici in zone con una ventosità limitata non remunera l’investimento al netto di parte dei 14 miliardi che gli italiani pagano sulle bollette ENEL ogni anno alle multinazionali del settore. La vostra nota indirizzata al Segretario Nazionale del vostro Partito vi fa onore e merita il massimo rispetto, ma dubito che riesca a scuotere le coscienze di una nuova generazione di esponenti politici su cui evito di pronunciarmi per spirito di correttezza nei vostri confronti. Auspico, al di là del riscontro o meno alla vostra sollecitazione, che si ricostruisca un movimento capace di unire i cittadini, le associazioni e tutti coloro che intendono battersi, qui e ora, a tutela della nostra Montagna, del nostro Sannio, della nostra Acqua, della nostra Storia e della nostra Cultura.

Più informazioni su