TermoliOnLine - Portale di informazione su Termoli e Basso Molise. Commercio, Servizi, Turismo.

Giuditta Lembo e Rossella Gianfagna incontrano a Roma la Ministra Valeria Fedeli

Più informazioni su

ROMA. Incontro nel pomeriggio di ieri a Roma della Consigliera di Parità Giuditta Lembo e la preside Rossella Gianfagna con la Ministra Valeria Fedeli. Un incontro proficuo – afferma la Consigliera Lembo- per parlare di due temi importanti “Politiche di genere” e “Buona scuola”. “Il raggiungimento della parità e il superamento delle discriminazioni sessuali, nonché delle varie forme di violenza di cui le donne e le ragazze sono vittime, è in primo luogo da costruirsi attraverso un cambiamento culturale, che punti a sradicare stereotipi e rappresentazioni statiche della realtà a partire dalla scuola. Questi sono infatti gli stereotipi: immagini mentali con cui rappresentiamo la realtà”- ha affermato la Ministra Fedeli- sono semplificazioni rigide che usiamo come “scorciatoie” rispetto alla complessità del mondo.

Sono costruzioni sociali che si radicano poco a poco, fino a divenire idee stabili che si tramandano tra generazioni, nelle famiglie, nelle scuole. I ruoli, le abitudini, le tradizioni incidono sulle rappresentazioni sociali, spesso cristallizzandole in stereotipi. Le rappresentazioni sociali possono esprimersi come opinioni, atteggiamenti o appunto stereotipi. E possono essere usate per una funzione di controllo. L’uso degli stereotipi di genere – ha continuato la Ministra – produce una rappresentazione rigida e distorta della realtà, che si basa su ciò che ci aspettiamo dalle donne e dagli uomini. Sono aspettative consolidate, che non vengono messe in discussione perché apparentemente fondate su differenze biologiche tra uomini o donne. In Italia in particolare c’è una forte resistenza nel superare un modello culturale maschilista, che non concepisce  le donne in posizioni  di  pari  potere pur nel riconoscimento della differenza di genere, anche nella famiglia. E non è un caso se è proprio nei modelli di famiglia, in concezioni del rapporto di coppia fondati sulla gerarchia, in un’idea dell’amore come possesso che si nascondono – spesso subdolamente – le ragioni culturali che portano alle violenze verso le donne, spesso proprio verso le donne “amate”.

Se così è, ed io ne sono convinta- prosegue la Fedeli-, non possiamo che partire dalla scuola. L’intervento educativo è l’unico strumento che abbiamo per restituire alla nostra rappresentazione     del mondo e dei generi profondità e complessità, uguaglianza e differenza. Educazione ai media, ai linguaggi, alle identità e differenze sessuali, al rispetto della parità e della differenza di genere, al superamento degli stereotipi sessisti. La scuola è l’unica possibilità che abbiamo per cambiare la mentalità delle cittadine e dei cittadini di domani, perché come gli stereotipi la scuola agisce nel lungo periodo ed influenza identità e relazioni delle persone e tra i sessi. È necessario che ogni ciclo scolastico e ciascuna disciplina siano consapevolmente orientati all’apprendimento di una cultura di relazioni tra individui liberi, consapevoli dei ruoli di ciascuno nel rispetto delle differenze, anche di genere, condizione questa certamente pregiudiziale sia a una cultura della non violenza, sia al superamento della prevaricazione, intesa come modalità di affermazione di singoli e di gruppi sociali. Quello che dunque mi sta a cuore- precisa la Ministra Fedeli-  è che i nostri ragazzi e le nostre ragazze possano acquisire consapevolezza delle proprie reciproche differenze, per agirle con responsabilità, liberandoli dagli stereotipi e aiutandoli a crescere responsabilmente, nella conoscenza di ciò che sono.

L’educazione, ancor più se attenta  a superare stereotipi e ad usare un linguaggio rispettoso di identità e differenze, è il mezzo più potente per cambiare il mondo e per produrre una società più giusta e con meno violenza. Durante l’incontro con la Lembo e la Gianfagna, durato circa un ora, la Fedeli ha voluto sottolineare l’importanza della valenza dell’art.3 della Costituzione italiana, di come l’art. 3 sia il pilastro su cui  devono poggiare le politiche di uguaglianza, proprio in quanto diritto sancito costituzionalmente. L’incontro con la Fedeli è stato  anche un momento molto stimolante di confronto di idee e condivisione di progettualità- precisa la Consigliera Lembo – un’occasione per far conoscere le numerose iniziative che sono state realizzate  nella nostra regione e che sono state tra l’altro molto apprezzate dalla Ministra che  già in passato aveva conosciuto la nostra realtà quando venne in Molise in occasione degli Stati generali delle donne. La Fedeli ha ulteriormente confermato il suo impegno – aggiunge la preside Gianfagna – nel migliorare il reclutamento dei docenti e nel dare maggiore dignità a tutto il personale della scuola senza con ciò dimenticare la centralità delle  studentesse e degli studenti.

La Consigliera Lembo e la preside Gianfagna nell’apprezzare la forte determinazione e motivazione con le quali la Ministra Fedeli porterà avanti questi impegni, a conclusione del colloquio, hanno rivolto alla Ministra un invito a tornare in Molise, la Ministra non ha infatti escluso un suo ritorno.

Più informazioni su