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A Larino si rinnova il rito delle Cappelle di San Giuseppe

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LARINO. Si rinnova anche a Larino il rito delle Cappelle di San Giuseppe, quest’anno cinque quelle allestite in paese, tra il Centro Storico ed il Piano San Leonardo.

Tradizione vuole che San Giuseppe sia il giorno dell’abbondanza per tutti i cittadini. Le pietanze servite sono tredici, come il numero dei partecipanti all’ultima cena, questi ultimi tutti esterni alla famiglia e tra essi, in primo piano, ci sono una donna ed un uomo anziani ed un bambino a simboleggiare al Sacra Famiglia.

“Gli altari sono addobbati con tovaglie di lino, vasi di fiori e piantine di grano – spiega Andrea De Notariis, che dopo 57 anni tramanda ancora una tradizione iniziata da suo nonno – vengono allestiti nove giorni prima del 19 Marzo per recitare la novena. Su alcuni altari sono presenti delle campane di vetro che racchiudono piccole statue di Santi custodite come testimonianza religiosa e culturale. Quest’anno, purtroppo, la nostra famiglia è a lutto e per rispetto non ho allestito la grande tavolata tradizionale, che sicuramente riproporrò l’anno venturo”.

La tavola esprimeva un sentimento di pietà e di solidarietà verso i poveri ed i viandanti ai quali veniva offerto qualcosa da mangiare. La stessa tavola veniva e viene tuttora riccamente bandita per manifestare gratitudine al Santo e per adempiere, probabilmente, ad una promessa di voto con un sentimento profondamente religioso. Tutti i preparativi della festa si svolgono innanzi al quadro del Santo. Questa festa viene vissuta con animo semplice, non esistono sentimenti di rivalsa o di competizione con gli altri altari.

Le famiglie che allestiscono gli altari e le tavolate, una settimana prima preparano la mollica che verrà utilizzata per condire la pasta. Vengono, inoltre, fritte le “scrippelle” per essere poi distribuite ai visitatori delle Cappelle. Dopo la benedizione degli altari, verso mezzanotte, iniziava la cottura delle tredici pietanze: fave, ceci, fagioli e cicerchie che venivano cotte per prima e poi miscelate per la “pezzente”, poi si passava ai piatti a base di baccalà, funghi, asparagi, pesce, riso, lumache, rape, arance zuccherate. Mancano ovviamente, in segno di penitenza, i piatti a base di carne. Durante la preparazione non va assaggiato nulla, anche in segno di rispetto verso il Vecchio, la Vecchia ed il Bambino ai quali spettava il primo assaggio.

Uno degli aspetti più caratteristici della tradizione legata alla tavola di San Giuseppe, resta il classico giro delle Cappelle. Occasione per ritrovare parenti ed amici, ma anche per conoscere meglio la storia e le tradizioni della Città di Larino.

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