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Inchiesta sulla Ndrangheta Isola Felice: libero dopo 8 mesi e mezzo Fabio Marchese

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TERMOLI. Sono passati otto mesi e mezzo dalla retata che svelò le infiltrazioni della Ndrangheta in Molise.

E a poco più di sei mesi dal giorno in cui ottenne i domiciliari e a otto e mezzo dall’arresto avvenuto a inizio settembre del 2016, uno dei principali indiziati molisani dell’inchiesta sulle infiltrazioni della Ndrangheta sul nostro territorio, Fabio Marchese, residente a Campomarino, è tornato pienamente libero.

Il tribunale della libertà di L’Aquila, decidendo sull’appello proposto dall’avvocato Giuseppe Di Carlo avverso l’ordinanza del Gip che aveva rigettato la istanza di revoca o sostituzione della misura (arresti domiciliari) ha accolto il ricorso e rimesso in libertà l’indagato. Marchese era stato arrestato nel blitz compiuto sotto la regia della direzione distrettuale antimafia dell’Aquila mirato a stroncare gli affari e la rete di rapporti intessuta dalla cosca crotonese dei Ferrazzo, Felice e il figlio Eugenio, di stanza in Molise, dove il padre era collaboratore di giustizia, prima che il Viminale gli revocasse lo status e il programma di protezione. I giudici del tribunale del Riesame aquilano accolsero l’appello presentato dai legali Giuseppe Di Carlo e Ruggiero Romanazzi per i fratelli residenti a Campomarino, ma di origine siciliana Mirko e Fabio Marchese.

Il gip dell’Aquila aveva respinto l’istanza di affievolire le misure cautelari. E ora c’è la piena scarcerazione per uno dei due fratelli. Complessivamente furono 8 le ordinanze cautelari eseguite dai Carabinieri di Termoli, della Compagnia di Larino e del Nucleo investigativo di Campobasso. Estendendo il raggio dell’inchiesta anche nelle altre regioni, furono 25 le custodie cautelari, di cui 14 in carcere, e 149 indagati in sei regioni (Abruzzo, Molise, Calabria, Lazio, Marche e Sicilia) per associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti e di armi, estorsione, riciclaggio.

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