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Sciopero dei docenti universitari, la Flc-Cgil: “allarghiamo la protesta”

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CAMPOBASSO. Venti di guerra negli atenei, dopo la proclamazione dello sciopero da parte dei docenti.

Per la Flc-Cgil, “In queste settimane negli atenei italiani si discute dell’iniziativa di protesta promossa da docenti universitari, che prevede uno sciopero di 24 ore in corrispondenza del primo degli appelli degli esami di profitto di ciascun docente. Tale iniziativa è stata proclamata per chiedere lo sblocco dal 2015 di classi e scatti stipendiali e il riconosciuto ai fini giuridici degli anni di blocco delle retribuzioni.

Noi riteniamo che vada difeso il diritto di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici di ricorrere a legittime forme  di protesta a difesa delle condizioni dei loro diritti e del loro lavoro. Tuttavia, siamo dell’avviso che ogni tipo di protesta, per poter essere alla lunga capace di incidere nelle dinamiche dell’intero sistema debba tenere unite tutte le parti che compongono la comunità universitaria e quindi non limitarsi ad un singolo tema. Solo se condiviso nei modi e nelle motivazioni, il disagio provocato può diventare stimolo all’azione comune e non un momento di divisione che andrebbe, inevitabilmente, a rafforzare la controparte.

Va affrontata, subito e senza indugi, la questione salariale che riguarda TUTTI i lavoratori e le lavoratrici del Pubblico Impiego. Salari fermi ormai da più di 8 anni necessitano di risposte adeguate e la questione complessiva non può restare ulteriormente ai margini della discussione parlamentare.

Rispetto agli slogan dei diversi governi  che richiamano alla valenza della formazione e della ricerca per uscire dalla crisi e a presunti investimenti nei settori della conoscenza l’unico dato di fatto constatabile ed incontrovertibile è che ancora non sono state reperite le risorse per dare seguito all’intesa governo/sindacati dello scorso novembre.

In pratica non c’è la copertura economica nemmeno per l’aumento di 85 euro medi previsto dal protocollo che non sarebbero in ogni caso sufficienti né a recuperare il potere d’acquisto perduto in questi anni  né a ridare dignità al lavoro che quotidianamente viene svolto in genere nei settori del Pubblico Impiego e in particolare  nelle Scuole, negli Atenei, negli Enti di Ricerca e nell’AFAM.

Nelle ultime settimane, la FLC CGIL ha richiamato al ruolo fondamentale che l’Università svolge come  comunità di ricerca e insegnamento che come tale deve essere vissuta e difesa. Abbiamo anche ribadito la valenza di presidio culturale che l’Accademia riveste nei nostri territori.

La nostra attenzione, si è concentrata, in particolare, sulla stridente questione che avvolge un’Italia che viaggia a diverse velocità e che penalizza, ancora una volta, le realtà del nostro meridione anche in fase di attribuzione delle risorse pubbliche.

Per queste ragioni, riteniamo che si debbano mettere in campo una serie di iniziative comuni su diversi temi che riguardino sicuramente le diverse componenti della comunità accademica ma che coinvolgano anche diversi soggetti istituzionali e sociali e magari anche le famiglie degli studenti che decidono di investire in conoscenza per il futuro dei loro figli.

Tra gli obiettivi comuni ci devono essere:

  • finanziamento ed estensione del diritto allo studio universitario;
  • reclutamento straordinario di almeno 20.000 posti di ruolo (4.000 all’anno per cinque anni) così come recentemente ribadito dall’intersindacale;
  • lo sblocco dal 2015 delle classi e degli scatti stipendiali dei docenti universitari (e dei Ricercatori degli Enti aventi pari stato giuridico);
  • il riconoscimento del quadriennio 2011-2014 ai fini giuridici;
  • lo sblocco della contrattazione per il personale tecnico-amministrativo e per i Lettori/Cel, con incrementi salariali adeguati e interventi strutturali per l’aggiornamento e la formazione del personale dei nostri atenei;
  • una profonda riforma collegiale delle procedure di valutazione e accreditamento.

A livello nazionale chiediamo al Governo, alla ministra Fedeli, ai parlamentari di affrontare da subito questo tema e di dare segnali concreti per avviare una diversa stagione nel rapporto con i settori dell’Istruzione e della Ricerca e con chi in essa e a vario titolo vi lavora, a partire dallo stanziamento di risorse adeguate.

La FLC del Molise si muoverà in questo solco, per provare a condividere con una platea di soggetti quanto più ampia possibile la ricerca delle condizioni per rilanciare quel fronte comune e unitario che in tutti questi anni ha visto organizzazioni sindacali e di categoria, organizzazioni studentesche e dei dottori e dottorandi di ricerca, movimenti e organizzazioni dei precari lavorare insieme, su priorità comuni e condivise, per la difesa e il rilancio del sistema universitario nel nostro paese”.

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