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Non si dimentica un bombardamento così cruento, flashback dopo 74 anni foto

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GUGLIONESI. Sono passati 74 anni dal giorno in cui Guglionesi fu bombardata dagli alleati, 74 anni dalla ‘Strage dell’olio’.

E oggi, 6 ottobre 2017, come ogni anno, l’amministrazione comunale di Guglionesi ha voluto ricordare e omaggiare, deponendo una corona di fiori nella zona di Viale Regina Margherita, i 22 civili caduti sotto il bombardamento del 1943.

Presenti alla celebrazione il vice sindaco Antonio Lucarelli, il consigliere Giuseppe Guglielmo e Filippo Salvatore, presidente dell’associazione ‘Italiani all’estero’.

Sono statti ricordati tutti i giovani e meno giovani che, in quel momento, si trovavano a far la fila per prendere l’olio, e non solo, anche le persone che hanno perso la vita nei giorni successivi a causa delle lesioni subite.

Una pagina di storia tremenda, tragica che Guglionesi ha omaggiato con un minuto di silenzio e poi, con l’inno di Mameli.

«Il 6 ottobre del 1943, verso le prime ore del pomeriggio si consumava a Guglionesi una delle più tragiche tragedie della seconda guerra mondiale.

I tedeschi nel 1943, incalzati dagli alleati, si stavano ritirando dall’Italia meridionale ed avevano occupato Guglionesi con una guarnigione al comando dell’ufficiale Steiner. Da questa posizione poterono resistere un bel po’ di tempo. Naturalmente Guglionesi era oggetto di bombardamenti continui sia da parte di aerei e sia da parte di navi che erano a largo di Termoli. Gli alleati avevano anche un campo di aviazione a Campomarino da dove partivano questi aerei. C’era a quel tempo (e c’e tuttora) un frantoio della famiglia Fulvio (gli stessi che gestiscono il cinema) dove vi erano delle vasche piene di olio di oliva. I tedeschi, temendo un incendio di queste vasche nel caso una bomba avesse colpito il frantoio, avevano ordinato di svuotarle o regalare l’olio a tutta la popolazione.

I Fulvio così fecero. Tramite il banditore del paese, avvisarono tutta la popolazione che avrebbero regalato l’olio in giacenza nel frantoio. La sede del comando tedesco era presso Villa Lucia, residenza dell’avvocato Acciaro in viale Margherita (lungomare). Il frantoio dei Fulvio era ed è tuttora situato in una traversa di questa via non molto lontano dal comando. Al frantoio accorsero moltissime persone con secchi, tini, brocche, e qualsiasi altro contenitore avevano a disposizione. Si fece una grande folla in Viale Margherita. Tutti in attesa del proprio turno. Tra la folla vi erano anche soldati tedeschi, lì per evitare una ressa. La folla era composta da bambini con i genitori, giovani ed anziani. In quel momento uno stormo di bombardieri inglesi della classe Buffon bombardarono quella via. Probabilmente gli inglesi confusero la folla con soldati tedeschi dato che lì vi era il comando. Oltre i bombardieri completarono l’attacco anche i caccia Spitfire. Fu una tragedia. Morirono 22 persone. Il più giovane era un bambino di 6 anni e il più vecchio ne aveva 72. Di alcuni furono trovati solo i brandelli dei corpi. Molti altri furono feriti, chi in modo serio chi con ferite leggere. E in questo bombardamento morì anche il comandante tedesco Steiner».

Un racconto confermato da chi, in quel giorno, perse i compagni di gioco. Si tratta di un ispettore di polizia in pensione classe ’27, Emerico Tulipano, che ricorda il ‘trambusto’ di quei momenti, «vedevo la gente scappare, alcuni amici morirono in quella strage. Davanti a noi che cercavamo di fuggire ricordo che ‘era un mulo. Venne colpito da una bomba. Era sviscerato».

 Commemorare questa pagina di storia locale fa capire come «tutte le guerre non portino a nulla di buono, ma solo a strage di innocenti- spiega Filippo Salvatore- i ragazzi, i giovani del futuro devono ambire a tutelare questo mondo, devono ambire a un mondo di pace».

Alberta Zulli

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