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Un molisano in Sudafrica, Luigi D’Ovidio racconta Nelson Mandela

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CAMPOBASSO. Per il ciclo Molisani nel Mondo, stamani, alle 11, presso l’aula Fermi della Biblioteca d’Ateneo in viale Manzoni, a Campobasso, l’Unimol ospita l’incontro con Luigi D’Ovidio, un molisano in Sudafrica.
Il programma prevede i saluti del Magnifico Rettore Palmieri, del direttore del dipartimento di scienze umanistiche e sociali Di Nuoscio, della direttrice del centro culturale Ilaria Zilli e del sindaco di Trivento Domenico Santorelli. Ci sarà anche Michele Petraroia.

I tratti umani di Luigi, il suo spirito di avventura, l’arrivo in Sudafrica a 16 anni, i primi lavori nelle officine meccaniche di Johannesburg e l’approdo ai box della Formula Uno già nel 1961, le sue gare automobilistiche nei rally, l’esperienza maturata in difesa dei diritti civili al fianco dei più deboli, le sue attività imprenditoriali con la ditta “Trivento Truck”, i sacrifici, i successi, la nostalgia per il suo paese ed il suo impegno umanitario, la nomina a Cavaliere della Repubblica Italiana con la Stella al Merito e le iniziative in favore del popolo sudafricano.

Non sarà semplice condensare 60 anni di vita in poche battute per chi ha avuto modo di rimanere amico per una vita con Nelson Mandela e la sua famiglia, per chi si è confrontato con la vedova di Martin Luther King e con il primo Presidente afroamericano degli Stati Uniti d’America.

Il jet set della Formula Uno, l’amicizia con Enzo Ferrari, Bernie Ecclestone e con i più grandi piloti del nostro tempo, con aneddoti, incontri, episodi e vicende singolari saranno brevemente esposte nel corso dell’incontro promosso per domani, 11 ottobre 2017, alle ore 11.00 presso l’Aula “E. Fermi” della Biblioteca dell’Università del Molise.

La nostra Associazione, intitolata alla memoria di un migrante jelsese, è impegnata a tenere vivi i legami con i tantissimi molisani sparsi nel mondo, in modo tale che la ricchezza umana delle loro esperienze, costellate da sofferenze immani, affermazioni professionali, vittorie e sconfitte, non vengano smarrite dalla nostra memoria collettiva.

Il Molise è uno, non può dimenticare chi è andato via nel corso del tempo, ha il dovere di scrivere a quattro mani la propria storia dedicando un capitolo a chi ha camminato lontano dalle proprie terre conservando sempre il proprio paese d’origine nel cuore, come ha fatto Luigi D’Ovidio, ragazzo irrefrenabile passato per i Convitti di Trivento e di Sassari, oltre che per le officine FIAT di Campobasso nel 1953 prima di imbarcarsi nel 1956 per il Sudafrica.

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