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Annullare l’approvazione del piano, la richiesta di Montano a Iorio

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TERMOLI. Ancora una volta il gruppo consiliare dell’opposizione è partito all’attacco della maggioranza, o comunque di parte di essa, per svariate e gravi problematiche ed irregolarità riscontrate circa l’approvazione del piano di lottizzazione denominato ‘Andreoli’.

A tenere una conferenza stampa a questo proposito, poco prima del consiglio comunale, il consigliere Alberto Montano, ‘accompagnato’ da Di Brino, Spezzano, Verini e Roberti. Montano, così, ha ripercorso l’intera vicenda partita il 2 dicembre 2008, in seguito all’approvazione, di una parte della maggioranza in consiglio, del piano di lottizzazione in contrada Greppe Pantano e della variante parziale al Prg facendo notare le varie illegittimità.

“Nel dicembre 2008 sono state approvate una variante parziale ed una al piano di lottizzazione- ha esordito il capogruppo di Adc- per circa 170mila metri cubi di volume edificabile su un insediamento abitativo di circa duemila abitanti, in pratica c’è stata l’approvazione di una sorta di ‘paese’ in un’area particolarmente sensibile ubicata tra l’autostrada A14, la Statale 87 ed il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno”.

Quali i problemi relativi all’approvazione? Il piano di lottizzazione in questione prevedeva la realizzazione di un’utile e necessaria strada di penetrazione a servizio  in quest’area oltretutto confluente in un ampio parcheggio pubblico al servizio dell’insediamento tuttavia, nella variante urbanistica approvata dall’amministrazione comunale, fra l’altro effettuata senza la doverosa ed obbligatoria analisi degli standard urbanistici, il parcheggio scompare. Di conseguenza si considerano edificabili, residenziali questi spazi pubblici ‘a scomparsa’.

“Due pertanto gli errori commessi- ha continuato Montano- la cancellazione degli spazi pubblici e la procedura adottata per l’approvazione della variante. Non solo. Quando si vuole modificare un procedimento, la revisione al Prg può essere effettuata previa l’espressa volontà del consiglio comunale o della giunta comunale, mentre in questo caso non risulta nulla di tutto ciò. Insomma si può presumere che la variante urbanistica sia stata un’iniziativa della parte privata interessata alla conseguente lottizzazione”. Della serie il privato ribalta l’intero procedimento.

E per il piano di lottizzazione vi sono altri problemi. Innanzitutto il progetto deve avere il consenso di tutti i proprietari delle aree interessate, in secondo luogo l’approvazione non sarebbe potuta avvenire in assenza di una delibera regionale che, di fatto, non c’è stata. “Un’irregolarità evidente- ha incalzato Montano- cui va ad affiancarsi la caratteristica del doppio retino, ‘simbolo’ di una zona in edificabile in quanto ubicata sul lato autostradale. Nel contempo, però, il Piano Regolatore vigente ha stabilito anche che tale zona compartecipasse alla formazione del piano volumetrico dell’intera lottizzazione”.
 
Come dire, pur non potendosi edificare su tale fascia laterale, essa concorre comunque alla definizione delle costruzioni. Se ciò è vero, la circostanza implicherebbe la presenza di un altro soggetto proprietario dell’area che non compare nella documentazione della variante al piano attrattivo e, quindi, il progetto non poteva essere accolto in quanto non conforme allo strumento urbanistico.

Il capogruppo di Adc, poi, ha portato l’attenzione sulla Vas, ovvero sul nuovo strumento di  Valutazione Ambientale Strategica che nella vicenda non è stato affatto utilizzato come invece doveva essere. Ma non è tutto. L’ultima ‘chicca’, arrivata a fine conferenza, è che da un documento risulta persino che il 21 gennaio 2008 è stato prodotto l’atto notarile pubblico col quale si è certificata l’approvazione della delibera del 2 dicembre. Cosa ‘assurda’ è che il notaio certificante risulta essere proprio il primo cittadino Vincenzo Greco.

“Sono molto perplesso- ha concluso Montano- non è possibile che il sindaco continui a svolgere la sua attività di notaio e produca atti così immorali e da un punto di vista politico non etici. Mi sarei aspettato che un professionista si astenesse da questo, invece nulla”.

L’appello, quindi, e la denuncia dell’attuale situazione sono stati rivolti al presidente della Regione Molise Michele Iorio, affinché annulli l’approvazione di tale lottizzazione.

Maria Ciarlitto

 

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