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Il mago Bruno condannato a otto anni

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CAMPOBASSO. Otto anni di reclusione, escluse le aggravanti, il pagamento delle spese processuali, l’interdizione dai pubblici uffici, dalla tutela e curatela, più il risarcimento dei danni, nell’ammontare di 20 mila euro, per l’unica parte civile del procedimento, Pasquale Santoianni e le spese processuali per il suo legale, l’avvocato Daniele Di Gregorio.

I giudici del Collegio Penale hanno ritenuto colpevole Bruno Battista del reato di circonvenzione di incapace, in relazione alla posizione del Santoianni, che con la sua denuncia aveva dato inizio alle indagini nei confronti del mago Bruno.

Il Battista è stato riconosciuto colpevole anche di una violenza sessuale nei confronti di una sola delle donne che lo hanno denunciato, e di alcune truffe.

Soddisfatto il legale di parte civile:”Una sentenza giusta ed un risarcimento congruo per il mio cliente, che aveva versato al mago 12 mila euro”. Dopo le arringhe, terminate alle 13,30, i giudici si sono ritirati in Camera di Consiglio per la decisione, giunta soltanto alle 17,30.

Severa la requisitoria del Pm Rossana Venditti, che aveva chiesto dieci anni di reclusione per il mago che avrebbe puntato per mettere in atto le truffe e gli abusi, compresa la circonvenzione di incapace, su persone deboli, culturalmente o psicologicamente, determinando una sorta di sudditanza psicologica, facendo leva sulle loro debolezze o sofferenze. Un pericolo per la collettività.

Dello stesso avviso l’avvocato Di Gregorio, associatosi al Pm per la condanna, avanzando una richiesta di risarcimento comprensiva dei 12 mila euro versati dal proprio assistito e di una cifra congrua alla gravità dei fatti.

Di opinione diversa la difesa, sostenuta in aula dagli avvocati Verde e Valentini, che ha chiesto l’assoluzione, con l’aggiunta di una istanza specifica in merito ai domiciliari, attualmente scontati dall’imputato in una casa di cura a Genzano. Il mago Bruno, in attesa della sentenza definitiva, avrebbe trovato un impiego a tempo indeterminato. Giusto, quindi, che resti a casa per il sostentamento della famiglia. Questo, almeno, secondo i suoi difensori. Nulla si conosce , al momento sul parere del Pm in merito all’istanza, né sulla decisione che il collegio giudicante prenderà sotto questo aspetto.

Annunciata a caldo, dai difensori del Battista, la proposizione dell’appello, contro una sentenza che hanno detto di rispettare, ma che ritengono eccessiva.

V/Pet

 

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