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Spazzati dal vento: i disastri dell'eolico selvaggio

E’ impossibile condividere il metodo attuato nella Regione Molise per diffondere l’uso delle energie da fonti rinnovabili. L’attuale classe politica al governo regionale sta letteralmente mettendo in liquidazione il territorio molisano con i suoi paesaggi, le sue bellezze naturali, il suo patrimonio storico archeologico, ad una potente e spregiudicata lobby dell’energia che non ricambia in nessun modo, se non con poche briciole, l’impegno che tutta la collettività molisana sta pagando a danno soprattutto delle future generazioni.
C’è di fatto un assalto in quasi tutti i comuni della Regione Molise, su tutte le panoramiche colline di questo generoso Appennino, di progetti per la realizzazione di imponenti impianti eolici che deturpano irreversibilmente le componenti ambientali e paesaggistiche. Questa politica è totalmente perdente e fa leva sulle difficoltà economiche dei nostri piccoli comuni, per giustificare l’invasione di questa spregiudicata forma di industria che lucra con i certificati verdi prodotti dall’energia eolica.
Ai comuni, quando va bene, vengono offerti pochi e incerti benefici che non creano ne occupazione, ne trovano soluzione ai disagi finanziari, incrementando le difficoltà di sviluppo su quei territori compromessi per quelle che sono le reali vocazioni che li caratterizzano, come la valorizzazione della ormai precaria integrità ambientale, l’agricoltura eco-compatibile, il turismo rurale e archeologico. Nonostante ciò, questi argomenti continuano ad essere i cavalli di battaglia di una  classe politica ottusa e poco leale, la quale, dentro e fuori regione, li porta ad esempio e li propone come un vanto.
Meriti assolutamente vani, poiché, le peculiarità ambientali sono semmai il frutto della generosità della natura, mentre le tipicità della  terra derivano da millenni di storia e da generazioni di uomini che hanno vissuto in armonia con il territorio, rispettandolo e difendendolo, fino ad oggi.
E’ ora che i politici la smettano di organizzare e presidiare convegni e riunioni sulle bellezze ambientali e storico - culturali della Regione  Molise, sui tratturi, sulla valorizzazione della ruralità del territorio, è ora che trovino il coraggio di ammettere che le loro intenzioni per il futuro della nostra terra sono altre. Sono questi simboli del potere economico, non sempre lecito, costituiti da gigantesche croci conficcate sul suolo molisano, a sancire la morte definitiva della speranza per un futuro migliore.
Se veramente si voleva dare sollievo alle magre casse dei comuni molisani si poteva, considerando che una singola torre eolica pare produca annualmente circa 600 mila euro, incentivare la installazione solo di una singola torre per ognuno dei 136 comuni, di proprietà dei comuni stessi, con un guadagno garantito e con la possibilità di ammortizzarne i costi di impianto in appena tre anni.
Bisogna comunque convincersi che la strada da percorrere è un’altra, basata sul coinvolgimento di ogni singolo cittadino attraverso forme di incentivazioni al risparmio energetico, all’uso individuale delle diverse tecnologie di produzione dell’energia da fonti rinnovabili quali il fotovoltaico sul tetto di casa, il solare termico, il mini-eolico, il geotermico, per arrivare in pochi anni all’autonomia energetica di ogni abitazione, di ogni edificio pubblico, di ogni attività produttiva.
Da oggi bisognerà diffidare di tutti i politici che non credono e non percorrono questa strada di sviluppo in campo energetico, poiché sicuramente saranno in mala fede e sicuramente saranno un pericolo per il Molise e per il futuro dei molisani.

Giovanni Sardella - Comitato “A che punto è il Molise”

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