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TERMOLI. E’ successo qualcosa nell’ultima sessione dei lavori consultivi alla terza commissione urbanistica del comune di Termoli.
In esame il provvedimento relativo alla modifica degli oneri e dei diritti di segreteria per gli utenti del settore edilizio e immobiliare, lo stesso che dopo la richiesta della minoranza di centrosinistra venne stralciato dall’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale e rinviato per un approfondimento di merito proprio all’assise tematica di riferimento, il centrodestra, per la prima volta dall’inizio del mandato conseguito alle urne nella scorsa primavera, si è trovato sotto.
Nulla di drammatico, per carità , poiché il parere che può esprimere la commissione è solo facoltativo, nient’appunto vincolante, però un certo malumore è trasparso.
Il presidente Vincenzo Aufiero a un certo punto ha messo ai voti, orientato probabilmente dal vantaggio numerico che la maggioranza detiene in ogni commissione, ma stavolta così non è andata. Il diniego scontato del consigliere IdV Mario Di Blasio si è sommato a quello dell’onorevole Remo Di Giandomenico (Popolari Liberali), che ha motivato il suo dissenso sul momento di crisi che non consiglierebbe la richiesta di ulteriori sforzi economici agli imprenditori o a chi dovesse decidere interventi urbanistici, anche piccoli, ma quel che non ci si sarebbe aspettato è stato il doppio no ventilato ma non espresso formalmente dalla coppia Pdl Bruno Verini e Francesco Roberti.
Un accadimento, questo, che certamente sarà discusso anche nel gruppo di maggioranza in programma la prossima settimana.
Una rappresentazione solo parziale, quella offerta, in realtà , perchè a mancare all'appello c'è la sospensione del voto, quando si è visto che non si sarebbe raggiunta la maggioranza e un conciliabolo con il capogruppo Udeur Giuseppe Ragni, assertore di una generale proposta di rinvio.
A confortare il completamento della notizia è stato proprio il presidente Vincenzo Aufiero, che ha smentito il voto contrario e ha integrato la narrazione dei fatti.
Oltretutto, i componenti erano quindici, non cinque, poiché era una seduta congiunta di tre commissioni.
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