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TERMOLI. Tante bandiere blu, dieci consecutive dal 2003 ad oggi, e una nera, quella che venne assegnata da Legambiente per la questione dei box ittici sotto le mura del borgo.
In mezzo un comparto turistico che fatica concretamente a decollare come modello di accoglienza e di attrazione, stretto tra limiti logistici e infrastrutturali, servizi pubblici non adeguati o al top, e anche qualche comportamento disdicevole da parte di operatori che forse non dedicano la giusta attenzione al trattamento dei clienti, incuranti di quel micidiale passaparola negativo che potrebbe allontanare dalla nostra città, come meta per le vacanze, parecchi vacanzieri.
Non vogliamo farlo noi con una più ampia risonanza di una voce, ma riteniamo giusto anche che si sappia cosa accade a Termoli, dove dinanzi a tanti esempi positivi e di fidelizzazione delle famiglie e dei gruppi, vi sono anche episodi da cancellare.
Lo spunto, anzi il cosiddetto gancio, è stato l’articolo con cui la scorsa settimana abbiamo evidenziato il calo delle presenze a giugno, un rotondo -21% che ha evidenziato una sofferenza particolare nell’estate 2012, a cui si è ispirato un lettore di Vicenza, Riccardo Perin.
“In riferimento al suo articolo relativo alla crisi che colpisce il turismo a Termoli le racconterò il perchè non verrò più in vacanza a Termoli.
Premetto che vivo a Vicenza e avendo dei carissimi amici molisani, lo scorso anno dovendo fare il “compare” ho prenotato presso un hotel del lungomare sud per me e la mia signora, 70 euro tutto compreso per mezza pensione a testa. Volendo fare un paragone degli anni scorsi, sempre un 3 stelle, nello stesso periodo Jesolo, Caorle o Bellaria costavano la metà per le stesse cose.
Ho pensato va bene dai, il servizio sarà migliore ma ahimè mi sbagliavo, il personale quasi tutto straniero aveva una maleducazione mai vista. Ho pensato, mi rifarò del mare e della spiaggia... Mi sono sbagliato per la seconda volta, acqua piena di catrame e alghe per non parlare della spazzatura (sì letteralmente spazzatura) da Rio Vivo in giù.
L'apice poi è stato una mattina di metà agosto, vicino al nostro lido letteralmente una discarica a cielo aperto di cui ho delle foto per ricordo, mi è stato detto che c’era stata una festa di ragazzi, il tutto è stato ripulito con non troppa convinzione dopo 2 giorni.
L’ultimo giorno la sorpresa più grande al momento del saldo, ho scoperto che l’ombrellone e le 2 sdraio non erano comprese nel costo del soggiorno e il vecchio titolare mi ha chiesto altri 10 euro al giorno per la skill card. Ultimo appunto comico, come mai a Termoli in nessuna gelateria del corso è possibile avere una sola pallina di gelato ma per forza di cosa2? Esiste qualche regolamento comunale?”.
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