TermoliOnline
- Mobile
TERMOLI. L’atteso percorso verso l’ingresso nel Partito democratico ancora non si perfeziona, ma gli esponenti di vertice di Costruire Democrazia muovono qualche passo determinante.
Dopo Massimo Romano, anche Erminia Gatti, apre all’@lternativa di Roberto Ruta. Per il capogruppo del movimento al comune di Termoli sarebbe questa l’unica novità di rilievo degna di essere partecipata nel centrosinistra, seme dal quale far sbocciare un nuovo Ulivo capace di riconquistare un Molise che Iorio ha privati di meriti, sanità e occupazione e con la più alta pressione fiscale tra le regioni dell’Unione Europea.
“Domani parteciperò all’evento ufficiale con cui debutterà @lternativa”, annuncia Erminia Gatti nella conferenza stampa di questa mattina nella saletta riservata alle minoranze, fasciata in un completo blu che la rendono perfettamente formale.
“Voglio lanciare un appello al buonsenso di chi si ritiene di essere nel centrosinistra, poiché in un momento storico così particolare come quello che stiamo vivendo, con la conclamazione del doppio fallimento del modello Iorio, sia gestionale che politico, con la maggioranza in pezzi e i conti al disastro, la nostra coalizione, quella in cui abito da sempre, ha il dovere di ritrovare compattezza e unità d’intenti, nel tentativo congiunto di risollevare il Molise da quel baratro verso cui il centrodestra l’ha spinto”.
Rispetto a questa proposta rutiana, con l’ex enfant prodige della politica molisana nel ruolo di regista e non di primo attaccante, occorrerebbe una intelligenza diffusa nel valutarne adeguatamente portata e potenzialità, smussando gli angoli e aprendo a quel fronte moderato centrista capace di rappresentare il valore aggiunto in una competizione elettorale serrata come si annunciano essere le regionali del prossimo anno.
“Proviamo a fare per una volta la politica con la P maiuscola – arringa la Gatti, tornata su livelli di grinta e decisionismo da campagna elettorale – e cerchiamo di cogliere al meglio l’occasione che @lternativa domani rappresenterà per tutti, senza badare ai personalismi o ai revanchismi e, soprattutto, senza fasciarsi la testa prima ancora di rompersela. Io stessa considero questo passaggio simbolico ma non solo come un work in progress, non un’adesione sic et simpliciter, poiché la dinamica della politica attuale, senza sfociare in quella nazionale, perché ci allontanerebbe dall’obiettivo, sfugge alle regole e agli estremismi della seconda repubblica e, forse, guarda più agli equilibri della prima. Anche io, su questo, mi sto ricredendo”.
Erminia Gatti vorrebbe che questa nuova avventura significasse anche un concreto rilancio delle ambizioni del Basso Molise, non più vassallo e terzo rispetto ai due capoluoghi di provincia, una strategia di sviluppo che passasse per i temi della sostenibilità e della meritocrazia.
“Abbiamo deciso di prendere in considerazione questo progetto – prosegue la Gatti, riferendosi sia al compagno di viaggio Massimo Romano che agli iscritti e ai rappresentanti istituzionali nelle altre realtà locali – per puntare ad allargare la base elettorale del centrosinistra e uniformare la politica di coalizione, nell’auspicio che non si perdano pezzi, anche se la chiusura a riccio e pregiudizievole di Antonio Di Pietro, se confermata, sarebbe lesiva e controproducente. Abbiamo bisogno del contributo dell’Italia dei Valori come quello di tutte le altre anime che avversano lo iorismo per vincere, nessuna esclusa”.
A chi gli ha chiesto quale sarebbe potuto essere invece il ruolo del movimento in ascesa, quello dei vendoliani di Sinistra Ecologia e Libertà, Erminia ha risposto che tutti insieme potrebbero ridare slancio, forza e credibilità allo schieramento, permettendo di mettere finalmente a fuoco quel nemico (il centrodestra) che fino ad ora è stato sfocato nel mirino dei partiti reduci da Ulivi ed Unioni.
“Fondamentale – ribadisce la Gatti – sarà porre il programma al centro di ogni discorso e su questo filone individuare le persone giuste da scegliere e far scegliere alla gente per far sì che un eventuale piattaforma elettorale divenga la cartina di tornasole di un governo regionale, al quale, non escludo, di poter ambire a partecipare, candidandomi nell’autunno del prossimo anno.
La dialettica nazionale ci porta verso un nuovo Ulivo, ipotesi accettabile, purché sia bonificata dagli errori compiuti nel passato”.
Sul centrosinistra molisano l’aura di compattezza non è certamente cosa fatta, ma per raggiungere un patto di non belligeranza interna, propedeutica ad una sfida che non sia già persa in partenza, l’investitura di un personaggio della società civile non dispiacerebbe ad Erminia Gatti quale esito della trattativa governatoriale.
“Un epilogo di questo genere farebbe scampare a noi tutti il rischio dell’eccessiva frammentazione, ma facendo tesoro del passato, chiunque venisse candidato con credenziali manageriali dovrebbe dimostrare di avere anche sensibilità politica, intesa come rispetto degli alleati, della cittadinanza e del territorio. Il mio è un atteggiamento assolutamente pragmatico e figlio di una convinzione, che né la nostra coalizione né il Molise potrà più permettersi di ripercorrere i fallimenti del recente passato. Abbiamo un contenitore nuovo e sarà riempito da chi ne avrà voglia.
La mia è una scelta di assoluta autonomia, in linea con la mia storia e non certo di convenienza, altrimenti avrei ceduto alle lusinghe del partito che a febbraio decise di condividere la mia battaglia per il Comune di Termoli, divenendone in seguito tassello unico in consiglio comunale, posizione tutt’altro che scomoda, invece la mia è un’apertura di credito oggettiva e non soggettiva, con destinazioni e distanze ben rimarcate”.
Le Altre Notizie | Notizie Flash | Archivio Notizie | Cerca Notizia