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CAMPOBASSO. A distanza di pochi giorni dalla commemorazione della shoah, che ha visto gli studenti molisani protagonisti di una interessante iniziativa al Teatro Savoia di Campobasso, è doveroso rinnovare la memoria della tragedia di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, dei fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, della più complessiva vicenda del confine orientale.
Alto è il contenuto storico civile del “giorno del Ricordo”, che si celebrerà domani 10 febbraio, ma a causa dell’emergenza maltempo che ha colpito così duramente il nostro territorio, non è stato possibile organizzare un incontro con le scuole, sicché mi limito a riportare, nel segno del più autentico rispetto, quanto emerso dalla riflessione elaborata dai nostri giovani in occasione del 27 gennaio: ciascuno di noi può attraverso la memoria storica saper affrontare le contraddizioni del presente, conoscere e saper prendere decisioni, esercitando la propria volontà e concorrendo a costruire se stessi e il proprio mondo.
È noto che sul tema delle foibe l’indagine storica ha fatto risaltare indugi e ritardi, imputabili anche a motivazioni di natura culturale e ideologica, ma la rinnovata volontà di ricerca della verità concorre a sostenere la comune convinzione che la conoscenza della storia conduce a ispirare e alimentare la vita per far emergere lucidamente e coraggiosamente quel che è stato e, al contempo, a fare in modo di vigilare a che gli errori e le tragedie del passato possano non ripetersi, nel segno della difesa dei diritti e delle conquiste, sebbene perfettibili, della nostra democrazia.
V/ef
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