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TERMOLI. Mentre eravamo andati a trovare un personaggio che alcuni giorni fa ha trovato ampio spazio sul nostro sito, Peppino Marinucci, meglio conosciuto come "Mussoline", che ci ha raccontato l'affascinante storia della sua vita, per comunicargli alcune cose, lo stesso ci ha caricati sulla sua "Ape Car" turistica e ci ha condotti in una zona del porto dove lui stesso serba ancora dei ricordi indelebili e cosi facendo ci ha raccontato un altro interessante spaccato della sua esistenza.
Il posto in questione si trova sotto le arcate del muraglione di via Carlo del Croix, per i termolesi, dove una volta ci fu anche un campeggio, ecco in quel posto ora sono in atto dei lavori sulla cosa pubblica ristrutturazione e rimessa a nuovo delle strutture già esistenti e in prossimità di un nuovo muro che sta per essere eretto.
Peppino ci indica una profonda buca nel muro vecchio, larga circa un metro, altezza 70 cm e profonda circa 6 metri, all'apparenza una buca che non dice quasi nulla, un normale canale di scarico di acque piovane dalla strada sovrastante, invece Peppino ci racconta con non poca commozione che ”in quella buca in tempo di guerra, quando entrava in vigore l'allarme aereo mio padre ci faceva rifugiare lì dentro, ricordo che ci andavamo comodi 7 o 8 ragazzini e cosi stavamo al sicuro, una sorta di "bunker" naturale che ci preservava dai pericoli scaturiti dai bombardamenti".
Visto che stanno facendo dei lavori nelle vicinanze chiediamo se la stessa ora verrà chiusa, Peppino ma anche gli operai che stanno lavorando ci assicurano che rimarrà aperta, non sono previsti lavori specifici in quell'area.
Del resto, comunque anche quella buca dall'apparenza quasi insignificante, invece adesso che Peppino ci ha raccontato questa vicenda, conserva un pezzo di storia della città.
WALTER SCOTTI
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