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ATESSA. Uno stabilimento come quello della Sevel di Val di Sangro, non può avere la propria sorte slegata da un ampio bacino territoriale. E così, nonostante si trovi a 40 minuti di auto da Termoli, sono numerosi i giovani e meno giovani che lavorano nel presidio industriale che assembla i furgoni Ducato per il mercato europeo, frutto della joint-venture ormai storica tra Fiat e il gruppo francese Peugeot-Citroen (Psa).
Dopo un 2009 da film dell’orrore, con la perdita secca a inizio anno di 1.300 posti di lavoro e del 53% della produzione, passata da 251.000 a 117.000 veicoli, spiragli di ripresa si avvertono nel 2010, che contro le 29 settimane di cassa integrazione usufruite nell’esercizio precedente, ha visto quest’anno il ricorso alla Cig limitato a una decina di giorni.
Il sintomo di una risalita dei volumi è dato anche dalla comunicazione dei 4 sabati lavorativi straordinari, che l’azienda si è riservata da dopodomani al 2 ottobre.
Intanto, oggi la tensione sarà altissima ad Atessa, poiché la Fiom-Cgil ha pensato di imbucare in assemblea con i lavoratori come dirigenti esterni due dei tre operai licenziati a Melfi, Domenico Barozzino e Antonio Lamorte.
L’azienda alla richiesta del sindacato ha detto no, motivandola con una norma interna, ma i due saranno lo stesso presenti davanti ai cancelli, immaginiamo quale sarà l’attenzione per questa vicenda.
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