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TERMOLI. Poste modifica gli orari degli sportelli senza nessun confronto con il Sindacato.
Il Segretario Regionale della Cisl Poste Franco Battista dichiara “Poste Italiane anziché preoccuparsi dei disservizi e della mancanza di personale preferisce solo cambiare l’orario al pubblico”.
Poste Italiane modifica gli orari di apertura e chiusura degli Uffici Postali senza nessun confronto con le Organizzazioni Sindacali. Dal 26 gennaio scorso, infatti, Poste Italiane Spa ha apposto delle variazioni agli orari al pubblico per ciò che concerne gli sportelli, oltre che al collegamento dei furgoni che provvedono al ritiro della corrispondenza per l’invio delle varie destinazioni.
“Anziché fare un confronto per le diverse specificità che la regione Molise presenta, assistiamo invece a un frettoloso tam tam di fax, e-mail e cartelli da esporre per la modifica degli orari – tuona il Segretario della Cisl Poste Antonio D’Alessandro, che aggiunge – è l’ennesima iniziativa unilaterale di Poste che così facendo continua a nostro avviso a non preoccuparsi dei reali problemi che esistono: disservizi, con conseguente danno d’immagine, e mancanza di organico che stanno portando a un aumento sempre maggiore delle attese in coda della clientela, con tante postazioni di lavoro che rimangono invece vuote”.
Il disaccordo del Sindacato si acuisce se si pensa alla specificità stessa del territorio: “Il posticipo dell’orario, sopratutto negli uffici a doppia turno, che si può protrae anche oltre, per la mancanza di personale e con la clientela ancora presente in ufficio da servire, e i lavoratori sono costretti a uscire dall’ufficio anche dopo le ore 21, inoltre, continua Antonio D’Alessandro, il tempo destinato per le chiusure dei conti e le attività interne è insufficiente per tutte le tipologie di Uffici, pertanto i lavoratori si trovano a scegliere tra due situazioni, la prima di rimanere oltre l’orario d’obbligo, in questo caso sono esposti a sanzioni disciplinari, la seconda situazione, non compiere tutti gli adempimenti interni per mancanza di tempo e rischiano lo stesso le sanzioni disciplinari per inosservanze delle regole, Antonio D’Alessandro si chiede, se chi decide queste cose se conosce il funzionamento di un ufficio postale? È informato che oltre alle solite quadrature dei conti, esistono quelle dei gratta e vinci, poste shop, statistiche, quadro d’insieme, partenze della corrispondenza e pacchi accettati, ecc…? Una cosa è certa, la Dirigenza di Poste è brava per prendersi premi e creare disservizi.
A questo va aggiunta la volontà aziendale di non rinforzare il personale, negli Uffici “In un momento così difficile per tutte le aziende, non vorremmo che i sacrifici fatti dai lavoratori postali, attraverso una serie di riorganizzazioni, che ha prodotto un utile aziendale consolidato ormai da nove anni, siano vanificati con strategie discutibili – continua Antonio D’Alessandro – modificare gli orari di apertura e chiusura senza nessuna concertazione finalizzata invece solo a risparmiare sul costo del personale a discapito dei cittadini, invece che rafforzarli assieme a investimenti in innovazione, sicurezza e formazione, rischiano di compromettere fortemente lo stato stesso dell’Azienda, oltre che la tenuta occupazione, vera artefice dei risultati tanto sventolati in questi anni.
V/Bem
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