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Campobasso. Nella riunione del C.P.F. del PRC di Campobasso, tenutasi nella serata del 19 novembre 2008, è stata eletta la compagna Marina Mengo, quale segretaria provinciale della federazione di Campobasso.
Marina Mengo ha 49 anni ed è originaria di Tufara. Già Segretaria del circolo del PRC di Campomarino, ove risiede e profonde da anni il suo impegno per il Partito, ha ricoperto con dedizione e competenza l'incarico di Presidente della commissione provinciale per il Congresso, quale esponente del terzo documento congressuale dei 100 circoli.
Sono stati successivamente eletti, quali componenti della segreteria provinciale, i compagni Antonello Nardelli, Antonio Grilletto, Antonio Potena e Giuseppe Di Blasio, quest'ultimo, con l'incarico di responsabile della tesoreria della federazione.
Riportiamo, di seguito, significativi e pregnanti estratti dell'intervento politico della neo segretaria, ufficializzato a coronamento della sua candidatura e quale enunciazione degli orientamenti e delle azioni future che il PRC intende intraprendere a livello provinciale.
Il congresso nazionale del PRC ha espresso una linea chiara e inequivocabile: il rafforzamento e il rilancio di un’opzione comunista nella società e una coerente ridefinizione dell’identità politico-strategica ed organizzativa del partito, quale credibile riferimento per questa opzione e per il rilancio dell’alternativa alla società capitalistica.
Tutto questo dentro un processo che, per risultare efficace, deve necessariamente ripartire dal basso e dai territori. La federazione ha un compito, fondamentale e specifico nel favorire questi obiettivi, in quanto ad essa attiene tutta la politica organizzativa e di coordinamento nel territorio delle istanze di base e dei circoli, nelle iniziative, nelle vertenze e nei movimenti sociali. (...)
Proveniamo da momenti non particolarmente esaltanti per la nostra federazione, essendo stata per lungo tempo ingiustamente commissariata e costretta all'immobilismo politico. Le iniziative locali e provinciali sono state, di fatto, interrotte. Per di più, l’esperienza fallimentare del governo Prodi, con la colpevole omologazione da parte nostra al suo interno, e il verticistico ed equivoco progetto della sinistra arcobaleno, culminato oltretutto nella disastrosa disfatta elettorale, oltre a cancellare la nostra presenza istituzionale, hanno indebolito la nostra tenuta complessiva e decretato il distacco dal nostro popolo e la nostra militanza attiva.(...)
Debbo dire che il congresso e la rinnovata linea di coerenza che ne è scaturita, hanno di fatto rimesso in movimento il partito e riavviato le condizioni per poter orgogliosamente rivendicare la nostra identità comunista e l'utilità della nostra presenza sociale, suscitando più di qualche suggestione positiva nei nostri militanti e simpatizzanti. A livello locale, la vicenda della Provincia di Campobasso è stata utile occasione per sancire l'abbandono ufficiale del “poltronismo” istituzionale fine a sé stesso. Tanto che le iniziative concrete nei territori che si susseguono in questi giorni (i GAP, il mercatino libri usati, la scuola, la manifestazione del 22 ottobre, ecc.) cominciano a dare segnali confortanti da parte dei nostri circoli che, timidamente, sembrano ritrovare stimoli per un rinnovato impegno. (...)
Le vicende della Sinistra Arcobaleno e i tentativi maldestri e subdoli di ripresentarla sotto altre spoglie confermano che non può esistere alcuna rinascita della sinistra nel nostro paese senza un riferimento comunista, senza un rilancio politico e organizzativo e la salvaguardia del P.R.C. e della sua autonomia, per l'oggi e per il domani. (...)
Garantire agibilità ai circoli e autonomia decisionale del proprio territorio di competenza saranno il faro che ispirerà i nostri indirizzi e il nostro intervento.(...) Medesima considerazione e atteggiamento di rispetto della propria autonomia assumeremo rispetto a tutte le istanze del partito, a cominciare da quelle impegnate nel comune capoluogo, che nella prossima primavera affronterà importanti e delicate consultazioni per il rinnovo della propria amministrazione.(...) Elemento inconfutabile, sancito all'ultimo congresso federale, sarà la irrinunciabile presenza della lista e del simbolo del nostro Partito.(...)
Più che mai adesso è fondamentale riorganizzare un Partito Comunista, con questa destra xenofoba e pericolosa al potere, che sta attuando incontrastata politiche inquietanti di taglio alla spesa sociale, di peggioramento complessivo delle condizioni di vita e di lavoro e di precarizzazione per tutti, di involuzione democratica, di restringimento ad ogni livello delle agibilità democratiche e di repressione militare del dissenso. Una sorta di “golpe bianco”, in cui il PD, con la sua politica consociativa e trasversale, è risultato travolto e corresponsabile. Gli scioperi del 17 e del 30 ottobre, le occupazioni delle scuole e le innumerevoli manifestazioni in tutto il Paese, le ulteriori iniziative di lotta in programma, a partire dalle mobilitazioni universitarie e dallo sciopero generale della CGIL, previsto per il 12 dicembre, e dalla manifestazione a Termoli del 22 novembre dello Slai-Cobas, sono segnali di una rivitalizzazione del conflitto sociale e della rinascita di una opposizione sociale al Governo Berlusconi.
V / Hogan
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