Portocannone approva la bozza di bilancio, Tari meno cara per le utenze commerciali

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Termoli giovedì 12 ottobre 2017
di Emanuele Bracone
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Portocannone approva la bozza di bilancio, Tari meno cara per le utenze commerciali
Portocannone approva la bozza di bilancio, Tari meno cara per le utenze commerciali © n.c.
PORTOCANNONE. Sono trascorsi circa 6 mesi da quando il Comune di Portocannone ha dichiarato il dissesto finanziario e tenendo conto di tutti gli aspetti della vicenda, compresa la nomina prima e l’operato poi del commissario liquidatore, l’assise civica dell’amministrazione Caporicci si è riunita due giorni fa per approvare, tra le varie argomentazioni all’ordine del giorno, il bilancio di previsione 2017. Una bozza, che ora andrà al vaglio della Commissione Finanza locale del Ministero dell’Interno. Come è normale che sia in una condizione di dissesto, il bilancio appare fortemente ridimensionato, sulla base di circa 1,8 milioni di euro, ma presumibilmente le entrate che potranno essere considerate concrete sono di 1,5 milioni di euro. A snellire le poste contabili l’uscita dei flussi straordinari del Piano sociale di zona, ora in capo a Termoli, e naturalmente una impostazione basata sull’assoluto rigore, con l’aumento della fiscalità locale e il taglio deciso ai servizi, specie quelli esternalizzati. Insomma, non un quadro idilliaco, ma è quello che si poteva immaginare, dopo l’avvenuto riconoscimento del default. Tuttavia, un segnale la giunta Caporicci ha voluto offrirla, non aumentando a saldi invariati, la Tari per le attività commerciali e le utenze non domestiche, che negli anni avevano subito i rincari maggiori, fino ad arrivare al caso limite di non potervi far fronte. In questo caso, un leggero aumento è toccato alle utenze domestiche, maggiormente salvaguardate in precedenza. Ha preso parte, anche se a seduta avviata, l’opposizione, col vecchio sindaco Luigi Mascio che ha fatto una dichiarazione di non voto, riservandosi sul consuntivo. Intanto, sul bilancio gravano 280mila euro di mutui e rate, scaturite anche dagli anticipi di liquidità tra il 2013 e il 2015, che limiteranno per un trentennio l’operatività comunale. Il sindaco Caporicci era intervenuto nei giorni precedenti anche per spiegare la ratio sull’offerta dei servizi. «Per l’anno scolastico 2016/2017 il nostro impegno è stato quello di razionalizzare e migliorare la qualità del servizio della mensa scolastica, senza aumentare la spesa delle forniture alimentari già alquanto sostenuta. Il risparmio ottenuto, senza ovviamente lesinare sul necessario o sulla qualità degli alimenti, è stato di ben 14.447,74 euro rispetto al precedente anno scolastico, per un numero non certamente minore di alunni frequentanti la mensa scolastica. Ogni cittadino interessato può documentarsi leggendo, mediante accesso sul sito internet del Comune, la Determinazione n. 36 del 23 agosto 2017.  Quello che conta è che, nonostante il crack finanziario del Comune, i costi a carico dell’utenza sono contenuti grazie alla compartecipazione alla spesa da parte degli Amministratori Comunali e perché le uscite si riferiscono rigorosamente a quelle relative al personale ed alle derrate alimentari nei quantitativi effettivamente utilizzati, senza aggiungere altri oneri che nulla hanno a che vedere con la mensa scolastica.  Pertanto, nonostante la condizione di Comune in dissesto finanziario, la spesa a carico degli utenti per l’acquisto del blocchetto dei buoni pasto, che per legge deve complessivamente coprire non meno del 36% delle spese del servizio, registra un aumento più che contenuto e non certamente superiore a quello di tanti altri Comuni molisani: da 30 euro per venti pasti (anno scolastico 2016/2017) a 40 euro o al massimo a 50 euro in base all’Isee (pari a 2 o 2,5 euro per ogni singolo pasto), con l’esenzione per gli Isee bassi e le riduzioni per chi ha più figli. E’ anche vero che il dissesto finanziario ha imposto il pagamento del servizio dello scuolabus, ma si tratta, per le stesse motivazioni di cui sopra, pur sempre di un ticket anche questo molto modesto: dai 5 euro agli 8 euro al mese in base all’ Isee e sempre con la previsione di esenzioni per l’Isee più bassi e le riduzioni per chi ha più figli. Tanto abbiamo ritenuto di partecipare affinché la giusta e corretta informazione possa sempre precedere le considerazioni che ogni cittadino deve poter esprimere sull’uso delle risorse pubbliche e, in modo particolare, quando è chiamato a contribuire alla spesa dei servizi organizzati dal Comune».