Tra anno vecchio e anno nuovo: lavoro, delusioni e potenzialità a Termoli

Attualità
Termoli lunedì 01 gennaio 2018
di Elisa Sarchione
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Centro storico
Centro storico © TermoliOnLine

TERMOLI. Si sa, salutare il vecchio anno ed accogliere il nuovo che sta per entrare è un rito di passaggio, che implica necessariamente dei bilanci sui risultati raggiunti nel corso dei dodici mesi appena trascorsi, e porta con se un carico di aspettative, di proponimenti e di progetti per il futuro. Quali obiettivi ho realizzato durante quest’anno?

Cosa mi ha impedito di raggiungere le mete che mi ero prefissato? Sono interrogativi che in questo periodo attanagliano i più. Ma, senza voler sprofondare nella retorica, cosa porteranno con se i Termolesi di questo 2017 e cosa chiedono al 2018 ormai alle porte? Spunti di riflessione interessanti ce li hanno forniti due ragazze bassomolisane: “Quello che mi rimane di quest’anno è un’esperienza lavorativa accolta come manna dal cielo, ma che purtroppo sì è conclusa, non essendomi stato rinnovato il contratto”, dice Alessia, ventinovenne termolese, “ciò che chiedo al 2018 è un’occupazione che non mi costringa ad emigrare, anche se non vedo alternative, al momento.” Uno sconforto comprensibile, in una regione come la nostra in cui il tasso di occupazione è ben al di sotto della media nazionale.

“Quello che porto con me di questo 2017 è la delusione di dover constatare come la nostra terra si stia progressivamente impoverendo, perché non sappiamo valorizzarne le risorse e le potenzialità, in termini paesaggistici e di materie prime, ad esempio”, afferma Iolanda, giovane imprenditrice nel campo della pasticceria. “Quello che auspico è un sostanziale cambiamento di mentalità, soprattutto in chi amministra, per un maggiore sviluppo della nostra bella regione”.

Amore per le proprie origini e l’amarezza di vedersi costretti ad abbandonare la propria terra e i propri cari per costruirsi un futuro in luoghi che offrono maggiori opportunità, i sacrifici e le difficoltà di chi ha il coraggio di restare e costruire la propria attività, ciò che emerge da queste parole. Non possiamo che condividere l’auspicio che il 2018 rappresenti realmente un cambio di rotta, soprattutto per quanto riguarda l’economia e l’occupazione, nella nostra regione.

Elisa Sarchione