Emissioni e contestazioni, quando l'Europa ficcanasa per interessi 'superiori': il caso Fca

Editoriale
Termoli giovedì 18 maggio 2017
di Emanuele Bracone
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Emissioni e contestazioni, quando l'Europa ficcanasa per interessi 'superiori': il caso Fca
Emissioni e contestazioni, quando l'Europa ficcanasa per interessi 'superiori': il caso Fca © n.c.
TERMOLI. In una giornata come quella di ieri, con un nugolo di notizie riferite in ambito nazionale con riverbero importante sul territorio, ci ha colpito per evidenti ragioni quella dell’avvio della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia sulle presunte emissioni nocive della 500x, vettura tra le più appetite del gruppo automobilistico Fca. Ci ha colpito perché la Fca è il valore produttivo, economico e industriale non solo principale del Paese, ma anche del Molise, grazie allo stabilimento di Rivolta del Re a Termoli, specie ora che sono tornati livelli occupazionali pre-crisi. Colpire una nazione, un membro dell’Unione europea tra i più importanti, per questa vicenda ha sorpreso lo stesso Governo. L’Europa ancora una volta mostra il lato peggiore, quello del servilismo al ceto politico e produttivo (franco)tedesco, che anche in altri settori ha provocato macerie, vogliamo parlare dello zucchero? Non siamo preoccupati dal fatto che l’inchiesta avviata arrivi a leve sanzionatorie, così come siamo certi che anche le contestazioni in Nordamerica rientreranno. Chissà se davvero ci sia la Volkswagen dietro tutto questo, duramente traviata dal dieselgate, anche se è riuscita a rimanere a galla finanziariamente. L’Unione europea deve cambiare pelle, ma dell’utopico percorso di crescita e sviluppo auspicato, rinveniamo solo i difetti atavici e congeniti dei tecnocrati di Bruxelles.