On-line il nuovo strumento per monitorare l'attività sismica

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Termoli domenica 14 gennaio 2018
di La Redazione
Fanelli e il sismografo
Fanelli e il sismografo © Comune di Riccia

RICCIA. Sono giorni in cui il Molise e il Matese hanno guadagnato la ribalta nazionale per via della scoperta, da parte di fonti qualificate e accreditate tra cui l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, di una sorgente di magma situata nelle profondità dell'Appennino meridionale, specificatamente nell'area del Sannio-Matese.

La Protezione civile di Benevento ha predisposto uno strumento in grado di monitorare 24 ore su 24 l'attività tellurica in tutta l'area del Sannio, in modo da mettere in moto tempestivamente le misure di emergenza qualora si registrassero eventuali anomalie rispetto alla normale attività sismica.

Rispetto a questo, ancora una volta il Comune di Riccia ha dimostrato di avere a cuore più di ogni altra cosa la sicurezza dei propri cittadini attivandosi immediatamente affinché una stazione di rilevamento potesse essere collocata presso il proprio Municipio, dando seguito alla Delibera n.64 già approvata lo scorso 15 maggio con la quale si stabiliva una convenzione con il nucleo di protezione civile - Osservatorio Sismico "Luigi Palmieri" con sede legale in Pesco Sannita (BN) per la creazione di un centro di studio e di collaborazione nel campo della protezione civile, con particolare riguardo allo studio della sismicità.

La tempestività e la sensibilità dell'Amministrazione riccese è stata decisiva anche stavolta, tant'è che è già stato attivato, presso la casa comunale in via Zaburri, uno dei 19 sismografi dell’area del Sannio, funzionante h24 e consultabile sul sito internet del Comune di Riccia (http://nuke.nprotezionecivile.it/sismogrammiindiretta/RicciaCB/tabid/744/Default.aspx)

“Abbiamo voluto fortemente questo strumento – ha dichiarato il sindaco Micaela Fanelli – perché la priorità per noi è quella che i cittadini di Riccia abbiano sempre coscienza del contesto in cui vivono e che siano elementi attivi nelle strategie di prevenzione delle calamità, oltre che di salvaguardia del patrimonio esistente”.