Monitoraggio bellico dei fondali, dall'8 gennaio lavori al porto di Termoli

Lavoro ed economia
Termoli mercoledì 03 gennaio 2018
di La Redazione
Più informazioni su
Porto di Termoli
Porto di Termoli © TermoliOnLine

TERMOLI. In attesa che si definisca anche con l’udienza di merito la vicenda dei ricorsi contro l’affidamento del dragaggio del porto di Termoli, procede l’iter amministrativo propedeutico all’azione indispensabile di escavo della canaletta d’accesso, soprattutto. Nelle more del vero e proprio dragaggio, dopo i lavori di campionamento dei fondali, c’è bisogni dell’esecuzione dei lavori di valutazione del rischio bellico. L’istanza pervenuta alla Capitaneria di Porto di Termoli era datata 22 novembre scorso, con la quale la Società “Miar Sub Srl” ha richiesto l’autorizzazione per l’esecuzione di lavori Ricognizione- Bonifica Sistematica Subacquea da ordigni residuati bellici propedeutici ai lavori di dragaggio dell’imboccatura del porto di Termoli. L’autorizzazione della Guardia costiera è stata rilasciata in data 28 dicembre 2017 per l’impego di personale subacqueo nelle acque del porto di Termoli; necessario prescrivere norme che tutelino la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare nell’area oggetto dei lavori. Il comandante del Porto, ha ordinato, così, che da lunedì prossimo 8 gennaio e sino al 2 febbraio, verranno eseguiti nell’area di mare individuata dalle coordinate geografiche ricadenti nella giurisdizione del Circondario Marittimo di Termoli, meglio individuata dallo stralcio planimetrico allegato e parte integrante della presente ordinanza, lavori di ricognizione, finalizzati alla valutazione del rischio bellico, propedeutici al Dragaggio del porto di Termoli, per una superficie totale di circa 151.218,00 mq, mediante l’utilizzo di strumentazione (Foster mod. ferex 4021/Magnetometro G882, R.O.V. con eventuale intervento di personale subacqueo).

Tali lavori saranno svolti con l’ausilio delle unità navali denominate: “Adriano J” iscritta al n. 2299 dei Registri Navi Minori e Galleggianti della Capitaneria di Porto di Civitavecchia e “Flying Fisch” iscritta al n. OR120 dei Registri Navi Minori e Galleggianti della Capitaneria di Porto di Ortona. Per questa ragione, ordina che le operazioni di cui al rende noto, dovranno essere effettuate nel rispetto della vigente normativa applicabile in materia, prevista per il caso di specie, con particolare riferimento alle disposizioni in premessa citate. Durante le operazioni non potrà essere effettuata alcuna attività di scavo per la verifica delle masse ferrose interrate eventualmente rilevate durante la ricerca. I comandanti/conducenti di unità navali in genere, in transito in prossimità degli specchi acquei interessati dalle operazioni dovranno, secondo perizia marinaresca, navigare alla minima velocità consentita per il governo in sicurezza dell’unità ed evitare di creare movimenti ondosi che possano disturbare lo svolgimento dei suddetti lavori, mantenendosi ad una distanza di sicurezza avente un raggio non inferiore a 50 metri da ogni punto indicato nella planimetria, nonché dalle unità di ausilio ai lavori indicate nel rende noto e dai segnalamenti indicanti la presenza di personale in immersione. Resta inteso che qualora non vi siano garantiti spazi necessari a consentire la navigazione in sicurezza, le unità in navigazione dovranno arrestarsi, senza occupare aree interdette, attendere il termine delle operazioni di ricognizioni, per poi proseguire.

Durante i lavori di ricognizione è altresì vietata, nei limiti di cui al capoverso precedente, qualsiasi altra attività inerente i pubblici usi del mare. Sono esclusi da tali divieti le unità navali militari dello Stato, quelle interessate ai lavori ed al servizio di assistenza nonché i mezzi di soccorso.