Lettera aperta di un lavoratore «frustrato» della Fca

Lettere al direttore
Termoli sabato 03 febbraio 2018
di La Redazione
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Stabilimento Fca
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Spett.le redazione di Termolionline, sono un operaio della Fca di Termoli, una realtà produttiva che attualmente occupa circa 3mila dipendenti, compresi nuovi assunti con contratti vari e trasfertisti di altri stabilimenti in crisi.

Vi scrivo per denunciare il malcontento generale in Fiat a causa di minacce da parte dei capi a chi non si sottomette, impedendogli di avere qualsiasi giorno di ferie, altri diritti come la libertà di parlare. Io lavoro su una linea di montaggio per 8 ore in piedi, con 4 pause da 10 minuti a scorrimento, per motivi fisiologici, ritmi di lavoro insostenibili anche per via di alcuni miei problemi di salute, inoltre vicino la nostra linea di produzione hanno adibito alcuni uffici a vista tipo shoow room, con dentro capi e capetti impalati come manichini a guardarci con aria minacciosa e disprezzo per tutto il giorno, tranne quando si inventano una delle loro riunioni per parlare di produzione e altro.

Tutto ciò provoca forti depressioni a molti dipendenti come me, con la speranza che si licenziano, anche io l'ho pensato, ma avendo un mutuo e bambini e moglie disoccupata a carico cerco di resistere, con tutto il rispetto per coloro che non lavorano e leggeranno questo articolo qui non si parla di non volere lavorare ma di dignità e rispetto delle persone.

Tutti si lamentano e pochi hanno il coraggio di agire, inoltre i sindacati sono quasi tutti compiacenti delle scelte aziendali e nonostante sono molto criticati nessuno si toglie la tessera forse per paura. Questo è il nuovo metodo applicato da Marchionne a tutti gli stabilimenti in italia appoggiato dall'ultimo governo.

Cordiali saluti.

L. P.