Dimissioni sconosciute nel Pd, nel mirino i candidati alle politiche

Politica
Termoli giovedì 08 marzo 2018
di La Redazione
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La segreteria di federazione dem
La segreteria di federazione dem © TermoliOnLine

TERMOLI. Discussione aperta nel Pd in basso Molise sull’idea di chiedere le dimissioni della segretaria regionale Micaela Fanelli. A esserne convinto è il presidente dell’assemblea di Federazione Vincenzo Cordisco, che però ha trovato opposizione e resistenza nel segretario federale Pasquale Marcantonio. Nel pomeriggio di ieri, in via Montecarlo, ci sarebbe dovuto essere proprio il confronto nella segreteria, allargata ai circoli, ma attraverso uno scambio di sms il rapporto tra i due si è evidentemente deteriorato. Due le richieste che Cordisco voleva avanzare ieri, quella delle dimissioni della Fanelli e dell’intera segreteria regionale (di cui è componente lo stesso Marcantonio) e la richiesta di commissariamento del Pd Molise.

Un passaggio ritenuto troppo diretto dal segretario del basso Molise e qui si è consumata la rottura definitiva. Con una mail Cordisco ha chiesto che venisse tolto dall’ordine del giorno di ieri l’argomento post-elettorale, poiché non avrebbe partecipato all’incontro, mentre valeva quello di richiesta dell’assemblea. Insomma, passaggi procedurali mentre la casa brucia e allora fuoco alle polveri. Marcantonio, marcato dal segretario di circolo di Termoli Sciandra, ha dapprima annunciato che questa sera sarà riunita la segreteria regionale dalla Fanelli, non lesinando critiche al suo indirizzo, ma non accordando la richiesta di dimissioni della Fanelli. Marcantonio si è detto deluso dal comportamento della segreteria regionale: «non sono riusciti a spuntarla su legge elettorale, né sull’assessore del basso Molise. La segreteria ha ascoltato poco il partito».

Oggi chiederà che le segreterie di federazione scelgano i candidati, chiederà tavolo permanente della segreteria per le prossime elezioni regionali, ma con una novità, i candidati alle politiche se necessario dovrebbero fare un passo indietro. Tra gli intervenuti, Leo D’Alesio ha affermato che le divisioni interne hanno creato molti problemi e che la devono smettere di litigare. «Il partito deve fare un programma politico e trovare il candidato che meglio degli altri lo può portare a termine». L’unanimità è quella sulla linea nazionale del Pd, che deve rimanere all’opposizione, semmai ricucire con LeU e puntare a garantire più i lavoratori delle imprese, recuperare temi sociali, insomma, riappropriarsi dei veri temi progressisti. L’ultimo contributo è quello di Sciandra, che innanzitutto traccia la via delle future primarie per eleggere il nuovo segretario nazionale, che devono essere aperte solo ai militanti e non a tutti. A sorpresa, nemmeno lui chiede direttamente le dimissioni della Fanelli, ma ha affermato che qualcosa ci fossero non se ne rammaricherebbe, insomma un colpo alla botte e un colpo al cerchio. Insomma, chi si aspettava fuochi d’artificio, al solito, sarà rimasto deluso.

Da tutto questo chiacchiericcio, sicuramente farà discutere la richiesta di Marcantonio di non voler ricandidare gli aspiranti parlamentari bocciati domenica scorsa, come Facciolla, Venittelli, Veneziale (?) e D’Achille, immaginando che Colavita non abbia interesse in merito. Una proposta che difficilmente sarà accettata di buon grado. Vedremo stasera cosa partorirà la segreteria regionale dem.

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