Giunta regionale, la Romagnuolo chiede la presidenza del Consiglio: quinto assessorato “congelato”

Politica
Termoli mercoledì 16 maggio 2018
di La Redazione
Donato Toma
Donato Toma © Campobassoweb

CAMPOBASSO. La formazione della nuova Giunta regionale é cosa fatta: ora c’è anche l’ufficialità, annunciata dalla stesso governatore, Donato Toma.

La novità emersa nella giornata di ieri, però, ha cambiato le carte in tavola rispetto alle proiezioni e alle aspettative della vigilia: Aida Romagnuolo, prima eletta della Lega, ha infatti formalizzato richiesta per la presidenza del Consiglio. Una mossa che ha di fatto “congelato” la posizione in assessorato che l’esponente del ‘Carroccio’ avrebbe sicuramente ricoperto. La questione, ad ogni modo, verrà risolta nei prossimi giorni.

“Ieri ho firmato il decreto di nomina degli assessori in Giunta -ha spiegato Toma questa mattina-La ripartizione prevede due assessori di Forza Italia, Cavaliere e Di Baggio, Cotugno per “Orgoglio Molise” , Vincenzo Niro per i “Popolari“. Non ho assegnato deleghe, per il momento, perché lo ritengo un passaggio fondamentale, caratterizzato da altre variabili e questioni. La delega deve procedere da una certa esperienza ed è per questo che ne discuterò con i consiglieri”.

Sospesa, dunque, la nomina del quinto assessore: unico nodo da sciogliere per il nuovo esecutivo. In attesa che si proceda alla votazione del Consiglio per l’elezione del successore di Cotugno, però, c’è già un principio-guida che rappresenta molto più di una semplice indicazione, in questo senso:

“Non lo nominerò, per il momento, ma questa è una posizione che dovrebbe coprire la Lega. Quindi sarebbe un passaggio naturale, dal momento che ci sarebbero due donne come prime elette e io tengo molto alla quota rosa, seppur non obbligatoria per legge. Si tratta quindi di un assessorato che resta ‘congelato’ - ha spiegato Toma - a disposizione della Lega. Se dovesse essere eletta Aida Romagnuolo al vertice del Consiglio, l’assessorato ‘scalerebbe’ a chi ha riportato la media ponderata maggiore subito dopo la Lega”. In uno scenario del genere, dunque, secondo il calcolo metodologico effettuato dal neo-governatore, sarebbero in lizza proprio “Popolari” e “Udc”.

Una novità importante riguarda proprio l’operatività degli assessori, che saranno “a scadenza”. Nello specifico, cioè, sarà lo stesso numero uno di Palazzo Vitale a giudicarne la produttività, decidendo se confermarli, spostarli ad altri compiti o sostituirli:

“Come io dovrò dare conto al popolo, secondo il principio rappresentatività in base alla scelta degli elettori molisani, anche gli assessori devono render conto del loro operato secondo il concerto di produttività - ha aggiunto il presidente della Regione Molise- Sto facendo un’analisi, poi sviscererò gli obiettivi da raggiungere su sei mesi: ci sarà un monitoraggio attento su compiti e target raggiunti. Da questo discernimento prenderò delle decisioni di revisione o riconferma”.

Sul criterio usato per l’assegnazione degli assessorati:

“Avevo dinanzi a me diversi metodi possibili per la scelta. Il primo passo è stato quello di riunire i referenti delle liste, spiegando che non avevo predilezioni e che avrei gradito un assessore esterno. Il dibattito ha portato però a una scelta del ‘criterio del non criterio’. Ci siam seduti cioè al tavolo e ho chiesto eventuali proposte. Qualcuno ha avanzato un accordo, sullo specchio di quello nazionale, tra Fi Fratelli Italia Udc e Lega, per un assessorato a Fratelli d’Italia. Però i popolari non hanno aderito. Dunque ho convocato i consiglieri eletti di maggioranza, che mi hanno ribadito la volontà di lasciare a me la scelta sulla Giunta”.

Di qui la scelta: “Il criterio che ho scelto non è stato quello dei voti riportati dai singoli candidati consiglieri, ma quello della rappresentatività dei partiti, proprio perché ritengo che il singolo debba la propria entrata in Consiglio alla lista. Il metodo di attribuzione per gli assessori è quello usato per attribuire i seggi alle liste, con una specifica media ponderata che ha portato ad attribuire inizialmente un assessorato a Forza Italia, uno a Orgoglio Molise, uno alla Lega e uno ai Popolari. Dal momento che lo scarto rilevato tra l’Udc, la quinta formazione per media, e le prime quattro liste è stato sostanzioso, il calcolo ha determinato la concessione di un assessorato ulteriore al primo partito; Forza Italia, appunto”.

Punto interrogativo sulla posizione del sottosegretario, ancora aperta:

“Ho la posizione del sottosegretario ancora da decidere- ha detto Toma- Un incarico per me è fondamentale e spero sia oggetto di riflessione d parte di tutti i partiti, perché è determinante a livello politico e operativo”.

La Giunta sarà già al lavoro da questa mattina, con una riunione atta a valutare la situazione dei fondi comunitari -al fine di individuare le strategie operative per sfruttare i 20 mln ancora disponibili in ambito Por - ma anche l’affaire-deleghe:

“Oggi la prima riunione di Giunta. Parleremo anche di deleghe e della posizione del sottosegretario. C’era un’idea di fondo anche per il presidente del Consiglio, ma la candidatura della Romagnuolo cambia le carte in tavola”.

Sul tavolo del governatore anche la questione del pagamento degli arretrati alle imprese molisane, già sanciti con il primo decreto dell’era Toma:

“Avevo chiesto l’accelerazione dei pagamenti alle imprese e che tutta la liquidità disponibile fosse spesa per il territorio. Abbiamo reperito nove milioni subito a disposizione, con un’ operazione di switch: oltre sette, di questo, saranno impegnati per esaurire le liquidazioni presenti al 31.12.17 per i lavori effettuati da Comuni e Province. Più di ottanta Comuni ne beneficeranno, per pagare così le fatture alle varie imprese”.