Tagli praticabili. Ben poca cosa? Alle Casse generali magari no, ma alle coscienze dei cittadini sì

Politica
Termoli venerdì 10 agosto 2018
di Claudio de Luca
La battaglia a 5 stelle
La battaglia a 5 stelle © Termolionline.it

LARINO. Le elezioni (politiche, regionali e comunali) del Molise hanno fatto registrare un numero ulteriore di astenuti, equamente divisi tra i vari schieramenti, indicando una disaffezione diffusa. Perciò il problema di tutti gli schieramenti è quello di “recuperare” suffragi venendo incontro ai ‘desiderata’ di elettori e non-elettori affrontando di petto problemi che non sono soltanto quelli giganteschi (ed a lungo termine) delle cosiddette grandi riforme ma anche alcune inversioni di tendenza simboliche assai sentite. Innanzitutto un elementare problema di serietà e di equità. Che si proceda, quindi, a punire, sanzionare, cambiare i responsabili di tanti pasticci. Chi ha sbagliato paghi affinché non finisca – come sempre accade– a tarallucci ed a vino.

Chi ne ha l’obbligo prenda la questione in mano e faccia piazza pulita dovunque. Purtroppo le prime decisioni non vanno in questo senso, e pare che si proceda come ai vecchi tempi. Cosicché gli elettori non ne riusciranno contenti. Ma c’è un altro punto fondamentale. Il Centrodestra non deve fare il Centrosinistra e quest’ultimo non deve comportarsi come il primo schieramento. Ciascuno non si appropri (per ignoranza, paura, reverenza, coda di paglia o senso di inferiorità) delle modalità, dei temi, delle idee e dei luoghi comuni dell’altro perché ciascuno rivendicherebbe tutto come suo, riuscendone condizionati.

Altro punto, concreto: non si dica ancora, nel modo più assoluto, che i soldi non ci sono perché basta sapere cosa va tagliato. Viviamo in un Paese in cui non patiscono tagli soltanto i rappresentanti della Casta. Perciò si dia il buon esempio ad ogni livello, nazionale o locale che sia. Parlamentari, consiglieri vari non diminuiscano solo del 20, ma si dimezzino del 50% le loro indennità. Un deputato potrà senz’altro sopravvivere percependo ‘solo’ 6-7mila euro mensili in luogo di 15.

E’ tanto difficile dare questa prova di responsabilità a tutti gli altri cittadini? Si taglino, da soli, le spese di Camera e Senato, dando un chiaro esempio. Cosa glielo impedisce? Si dimezzino le cosiddette auto blu, simbolo di una Casta arrogante. Tanto più che ne vantiamo più di ogni altra classe politica del mondo. Si taglino le prebende ed i privilegi dei Presidenti, dei Ministri, dei senatori, dei deputati e dei consiglieri regionali nonché le scorte e le iper-liquidazioni. Si eliminino i doppi ed i tripli incarichi. E stavolta non è solo una questione di stipendi (a cui qualcuno ha anche rinunciato). Diciamo questo perché ci chiediamo come può qualcuno essere un buon ministro od un parlamentare se poi è anche sindaco o presidente di provincia, assessore o consigliere regionale. E’ una questione di assoluta serietà.

Quando si discute di queste cose, chi fa il conto dei tagli che ne deriverebbero, dice che si tratterebbe di ben poca cosa. Cosicché l’andazzo non arrecherebbe danno. Chi scrive ritiene che, forse, alle Casse generali magari no ma alle coscienze dei cittadini sì. Perciò, se uno schieramento politico riuscisse ad imporre certi temi, verrebbe seguito da tutti. E, ad oggi, la dimostrazione è venuta dal ‘boom’ dei Cinque Stelle perché questo è uno dei problemi più sentiti dagli elettori. Demagogia, populismo? Quando mai! Quale sofisma, quale dialettica, quale scusa per rispondere che certe maniere di agire non possono continuare, tanto più in un momento di crisi economica. Difatti perseguire certi tagli darebbe una svolta epocale, etica e non soltanto, proprio mentre la Casta viene accusata di immoralità. Ne deriverebbe uno schiaffo ai moralisti d’accatto ed a certi giustizialisti; ed in più si recupererebbero risorse in gran numero. Dunque, non si perseveri nello snobbare certe richieste, considerandole indiscrete e fastidiose, perché si tratta di questioni di cui gli elettori chiedono con insistenza la definizione.

Claudio de Luca