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Domenica 26 Maggio 2013

Assenteismo: a 24 ore dal blitz all'Asrem personale al lavoro tra silenzio e imbarazzo

Assenteismo: a 24 ore dal blitz  all'Asrem
personale al lavoro tra silenzio e imbarazzo
Uno dei corridoi dell'ex presidio ospedaliero

TERMOLI. Sale d’attesa semi vuote al piano interrato, piene invece al poliambulatorio,  personale medico impegnato a visitare i pazienti e chi vuole il caffè se lo fa portare nel proprio ufficio dalla cameriera del bar. E’ questa l’aria che si respira stamane all’ex presidio ospedaliero di via del Molinello.

Il ciclone che si è abbattuto ieri 15 marzo, sembra aver riportato tutto all’ordine. Nella struttura in questione regna il silenzio; non si parla del blitz messo in atto dai Carabinieri del Nas ma si pensa solo a lavorare. I pazienti sono visibilmente contenti ed attendono in proprio turno senza nessun tipo di lamentela.

A meno di 24 ore dal blitz, il personale non lascia dichiarazioni di nessun tipo, anzi, è talmente intento a lavorare che non lascia spazio neanche a qualche domanda.

Del poliambulatorio specialistico sono due le persone finite nella lista dei 52 indagati; un medico ed un’ infermiera, da quanto ci fa sapere il responsabile della struttura, Luigi Leone.  “Nonostante il blitz dei carabinieri tutte le attività si sono svolte regolarmente, se oggi c’è minore affluenza di pazienti è perché è venerdì e com’è noto, in questo giorno della settimana le persone sono di meno”.

Per l’assessore all’ambiente l’irruzione dei Nas di ieri è una sorta di fulmine a ciel sereno e afferma: “Questo non è un ospedale dove entri e ci resti fino alla fine della giornata lavorativa, ma i medici espletano attività di servizio anche sul territorio, quindi è normale che escano”.

Visibilmente affranto era invece Giancarlo Totaro, medico finito nella lista dei 52 indagati nonché segretario regionale del sindacato Fimmg, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Uno stato d’animo pessimo, come se gli fosse crollato il mondo addosso, Totaro si è mostrato scosso e ancora incredulo. Con voce tremolante ha solo fatto un appello: “Voglio collaborare con la giustizia, parlare col giudice anche senza avvocato, sono prontissimo a parlare e dire tutto, ma qualcuno mi faccia capire cosa ho fatto, perché essere tenuto cosi, è davvero massacrante”.

Totaro ha spiegato che appartiene a quella categoria di medici che dà anima e corpo per il suo mestiere, per aiutare tutti i pazienti e per dare una mano dove serve. “Sono uno di quelli che non va neanche al bar a prendere il caffè e che lavora anche più del dovuto. Resto anche la notte a lavorare e tutto ciò che è avvenuto ieri mi lascia completamente senza parole”.

Effe

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