CASTELMAURO. Giovanni De Notariis denuncia lo Stato per i rifiuti radioattivi
CASTELMAURO. Dopo diversi gradi di giudizio dove il sorvegliante dei rifiuti radioattivi è stato assolto, la famiglia De Notariis passa al contrattacco, presentando un esposto-querela contro le istituzioni pubbliche competenti.
La vicenda del materiale radioattivo stoccato in un’abitazione di proprietà del fisico nucleare Quintino De Notariis, scomparso lo scorso autunno, finirà ancora una volta in tribunale e, nella circostanza, sarà il governo a dover rispondere dei fusti allocati a Castelmauro. Al Consiglio dei Ministri e al suo Presidente, infatti, è indirizzata la denuncia che il fratello dello scienziato, l’avvocato Giovanni De Notariis, ha promosso lo scorso primo agosto, ben prima dell’articolo di stampa che ne ha riproposto l’attualità a livello nazionale. Nell’edificio di via Palazzo n. 6, infatti, e in altri tre locali satelliti adiacenti, sono ubicati residui di materiale radioattivi, provenienti da attività di medicina nucleare ospedaliera, con la specifica autorizzazione del ministero del Lavoro e del medico provinciale di Campobasso del 19.12.1979. Un via libera scaturita dalla sorveglianza fisica e allo stoccaggio in diversi ospedale della Regione che De Notariis avrebbe dovuto garantire, per evitare il riversamento incontrollato nell’ambiente di residui liquidi e solidi provenienti dall’attività di medicina nucleare, costituenti pericolo di irraggiamento e di contaminazione per la popolazione.
Una incombenza che avrebbe dovuto avere un regime di provvisorietà, in attesa della individuazione, da parte della Regione Molise, di un sito più adeguato e consono ad accogliere il deposito dei rifiuti radioattivi da attività sanitarie e di ricerca scientifica, il cui impegno era stato assunto dal Consiglio regionale con l’approvazione di un ordine del giorno del 7 luglio 1987.
Nel testo protocollato alla Procura della Repubblica di Campobasso, vi si reca l’inerzia della Regione, che negli anni successivi non ha assunto alcuna concreta iniziativa degli obblighi assunti. Ben quattro sono state le pronunce di piena assoluzione che varie corti hanno disposto in relazione ad altrettante denunce presentate contro la gestione delle scorie e solo nel 2003 gli enti e le autorità preposte hanno cominciato a ragionare sul da farsi, con la celebrazione di una conferenza di servizio a cui presero parte la Prefettura di Campobasso, la Regione Molise, l’Arpam, il comune di Castelmauro e dei due proprietari (i fratelli De Notariis). Si giunse persino alla formulazione di un preventivo a costo zero per il trasferimento del materiale conservato, con l’impegno a convocare entro quindici giorni un ulteriore incontro, affinché la questione si risolvesse nel più breve tempo possibile, per la tranquillità e la tutela della popolazione e del territorio interessati. “Purtroppo - si legge al capo 5 dell’esposto – nonostante gli impegni e le dichiarazioni di intenti assunte, nonché le motivazioni addotte e la ravvisata urgenza, anche la conferenza di servizio non ha prodotto alcun risultato.
Il dottor Quintino De Notariis è deceduto nel novembre 2007 con i residui radioattivi abbandonato e senza sorveglianza nei locali dell’immobile di Castelmauro”. Come proprietario il ricorrente non intende e non può tollerare oltre l’intrusione nella propria casa di materiali radioattivi che non gli appartengono e che devono essere immediatamente rimossi ed allontanati, per tutte le ragioni addotte dagli organi ed enti responsabili anche nella ricordata conferenza di servizio del 18 settembre 2003 ed a tutela della propria salute e tranquillità. Né intende sopportare oltre le conseguenze dell’inerzia e l’inconcludenza degli organismi preposti e dallo stesso Stato italiano, individuabile come proprietario dei materiali radioattivi, a seguito di rinunzia ereditaria fatta dagli eredi entro il sesto grado. Poiché la conferenza di servizio ha accertato che il trasferimento dei materiali è di agevole fattibilità, da un punto di vista tecnico, e sono state individuate tre società abilitate e disposte ad eseguire le operazioni (Campoverde srl, Protex Italia Spa e Nucleco) con le modalità di un accordo procedimentale tra tutte le parti interessate, ragioni alla base del ricorso d’urgenza, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile contro lo Stato, la Regione Molise e la Prefettura, le cui opposizioni si improntarono solo a dilazionare i tempi per evitare di prendere in mano la patata bollente.
Per De Notariis, l’abbandono dei rifiuti va ascritta allo Stato e alla Regione e il pericolo è divenuto tale solo dalla morte del sorvegliante incaricato. “Non s’intende più tollerare l’abusiva invasione della propria casa da materiali radioattivi – attacca l’avvocato Giovanni De Notariis – che devono uscire con immediatezza”, richiesta accompagnata dalla denuncia penale contro lo Stato e di chi sarà ritenuto responsabile per i reati di omissione di atti d’ufficio, invasione di proprietà e attentato alla salute, con la richiesta cautelativa dell’ordine di immediata rimozione dei residui radioattivi.
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