Il gup Aceto 'ordina' di sapere perché sia morto il pensionato 72enne
LARINO. Si apre un nuovo capitolo sulla morte di Filippo Rettino, il pensionato 72enne deceduto la notte tra il 19 e il 20 gennaio 2006 sull'ambulanza che lo stava trasferendo all'ospedale di Foggia perchè al Vietri la rianimazione non c'era e non c'è.
Dopo circa tre ore di udienza, e poco più di un'ora di camera di consiglio alle sedici e dieci il gup del tribunale di Larino Aldo Aceto a fronte alla richiesta di rinvio a giudizio degli ex manager Sergio Florio e Mario Verrecchia, lo si ricorda accusati di omicidio volontario ed interruzione di pubblico servizio, a fronte della richiesta di non luogo a procedere delle difese dei due professionisti, ebbene il giudice frentano ha emesso un'ordinanza (le motivazioni della stessa e il contenuto naturalmente non è stato reso pubblico) con la quale ha deciso di nominare nei prossimi giorni un collegio di medici, dei propri consulenti che dovranno accertare la causa della morte del pensionato larinese.
Un'ordinanza, da quanto è dato sapere complessa con la quale il giudice vuole fugare ogni dubbio in merito all'assurda vicenda che ha determinato il decesso del pensionato dopo che l'operazione eseguita dall'equipe chirurgica del dottor Giovanni Fabrizio era perfettamente riuscita come del resto accertato nel corso delle indagini condotte su delega del procuratore Nicola Magrone dalla Guardia di Finanza di Larino.
Al momento, dunque, nessuna decisione di procedibilità o meno dell'azione penale nei confronti dei due accusati ma quello che si potrebbe senza alcun dubbio definire un supplemento di indagini sul nesso causale tra l'evento e il danno, ossia tra quanto accaduto dopo l'operazione eseguita al Vietri dove non esisteva la rianimazione, e dove tutt'ora non esiste, e la morte del 72enne. Soltanto nelle prossime ore si capirà il reale contenuto dell'ordinanza del gup Aceto, ma intanto al termine dell'udienza l'avvocato Egidio Iannucci che difende gli interessi dell'ex manager dell''Asl Basso Molise Mario Verrecchia ha affermato anche in nome dei difensori dell'ingegnere Sergio Florio “Noi riteniamo che questa ordinanza dimostri chiaramente che agli atti non esiste, non c'è la causa della morte del Rettino tanto che il giudice ha ritenuto opportuno integrare gli atti di indagine con la nomina di propri consulenti”.
“Non conosco ancora – ha affermato il procuratore Magrone – il contenuto esatto dell'ordinanza posso solo affermare che evidentemente il giudice ha espresso un dubbio, una perplessità e vuole risolvere prima questo dubbio e poi pronunciarsi”.
“Al momento – ha aggiunto l'avvocato Michele Franchella che si è costituito parte civile in nome dei figli del Rettino – questa decisione non cambia la nostra posizione in quanto quello che noi chiediamo al giudice è la verità su quella morte al di là di coloro che saranno o meno riconosciuti eventualmente responsabili”. Il giudice ha rinviato l'udienza al prossimo 2 dicembre, in quell'occasione conferirà formalmente l'incarico ad un collegio medico che avrà poi, verosimilmente novanta giorni di tempo per mettere nero su bianco il perchè, la causa della morte del pensionato larinese.
Nixi
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