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Lunedì 21 Maggio 2012
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Le hanno tolto la pensione da 6 mesi, lei è una quarantasettenne totalmente invalida

Le hanno tolto la pensione da 6 mesi, lei è una quarantasettenne totalmente invalida
Agnese Di Florio

TERMOLI. Quando la burocrazia agisce per complicare e rendere ancora più difficile l'esistenza di una persona che definire sfortunata è poco.

Può una donna di 47 anni, totalmente invalida, venire privata della pensione e dell'accompagnamento, nonostante dopo varie peripezie, la si riesce a portare in visita di controllo all'Inps di Campobasso?

Purtroppo sì, è dal settembre scorso, la 47enne Agnese Di Florio e i suoi genitori ottantenni stanno vivendo in un periodo di estrema indigenza.

Colpa di una deriva amministrativa che riesce ad annientare l'umanità che in casi del genere dovrebbe avere il sopravvento.

Agnese soffre di una insufficienza mentale grave oltre ad avere una cecità di 1/20. Per queste ragioni le è stata concessa una pensione d’invalidità civile al 100% con accompagnamento. Il calvario burocratico ed amministrativo della 47enne inizia nell’estate del 2010, precisamente il 7 luglio, quando dalla direzione Inps viene recapitata alla signora disabile una lettera in cui veniva chiesto di inviare il dossier completo sulla sua posizione.

Adempimento effettuato con la spedizione alla sede di via Zurlo 11 a Campobasso dell’intera documentazione, peraltro attestato dall’avviso di ricevimento della raccomandata. Trascorso un mese e mezzo, il 23 agosto – sempre del 2010 – l’Inps informava che sarebbe stata necessaria una visita medica di controllo e che nel caso la beneficiaria non fosse stata in grado di spostarsi avrebbero accordato anche una visita a domicilio, scelta a cui i familiari sono ricorsi viste le condizioni drammatiche di Agnese.

Un’opzione esercitata ancora una volta mediate l’invio di una lettera raccomandata con avviso di ricevimento corredata da un opportuno ed esplicativo certificato medico. Il tempo passa e la questione sembra essere dimenticata in un qualche cassetto dell’ente previdenziale, fino a quasi un anno dopo, poco più di undici mesi per l’esattezza.

Il 26 luglio 2011 la doccia scozzese. Alla famiglia Di Florio l’Inps ha comunicato che dal settembre successivo la pensione d’invalidità civile sarebbe stata sospesa, poiché non avrebbero ricevuto alcuna giustificazione per la mancata presenza alla visita medica di controllo. Armandosi di pazienza, nonostante l’ira cominciasse a montare, il fratello di Agnese, Donato Di Florio, ha messo insieme di nuovo tutto l’incartamento e l’ha faxato al numero 0874.480320.

I fogli inviati non sarebbero giunti a destinazione ancora una volta, circostanza assurda, ma è questo il contenuto della telefonata partita dall’Inps all’utenza telefonica di casa Di Florio, con l’impiegato di turno ad asserire di non aver ricevuto nulla.

Donato riprende ancora una volta in mano tutto il carteggio e ‘attaccato al telefono’ attende che i fax giungano a destinazione e ottiene una risposta positiva, finalmente.

Sempre telefonicamente, poco dopo, la 47enne viene invitata a presentasi a visita dopo due giorni. Nonostante i disagi logistici per spostare la sorella inabile, insieme ad un amico il fratello riesce a portarla alla sede Inps del capoluogo. Dinanzi a una evidenza così inoppugnabile l’invalidità viene riconosciuta, ma la sospensione della pensione rimane tale.

Sono passati più di cinque mesi dal momento in cui l’erogazione le è stata congelata se non revocata e l’invalida rimane senza il becco di un centesimo, con un aggravio della condizione economico-finanziaria, che vede il nucleo familiare in piena indigenza, anche perché Agnese necessita di assistenza continua, che ormai i due genitori ottantenni da tempo faticano a sostenere.

Bem

 

 

 
 
 
 
 
 
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