Stampa | « Torna alla Versione Completa
TermoliOnLine VastoWeb Isole Tremiti Facebook Termoli Twitter Termoli YouTube Channel RSS feed ANSO
TermoliOnline
Lunedì 21 Maggio 2012
  • 24-12-2008 - Termoli
  • Facebook OKNOtizie Technorati Delicious Splinder
  • Versione Stampa
  • Invia via Mail
  • A A

'Social Card', le incredibili peripezie di una 85enne malata

TERMOLI. La propaganda televisiva l’aveva convita che si trattasse di una cosa semplice e quasi immediata: invece per lei la ‘Social Card’ è divenuta una sorta di incubo.
E’ l’incredibile storia di una pensionata ottantacinquenne che vive nella città adriatica e che da circa un mese è alle prese con quello che doveva rappresentare un ‘benefit’ natalizio e al quale, alla fine, ha dovuto rinunciare.

Ricevuta dai media la notizia di questa provvidenza decisa dal Governo, la donna che e allettata da circa tre mesi a seguito di un intervento chirurgico, ha pregato uno dei suoi figli di occuparsi della pratica e del suo inoltro.
Suo figlio ha subito procurato i modelli da compilare e per evitare eventuali errori di compilazione, si è rivolto al patronato di un sindacato, dove il carteggio è stato predisposto secondo il senso della normativa, quindi: generalità; età, residenza e condizione socio-economica e quant’altro, tutto da inoltrare agli organi competenti (nella fattispecie Poste Italiane).

Dalla condizione economica, però, risultava un fazzoletto (poco più di mille metri consistenti in un orticello abbandonato e ceduto in comodato a terze persone), che in qualche modo costituiva un pregiudizio ai fini dell’ottenimento della ‘Card’.
Dal patronato, infatti, le hanno fatto sapere che avrebbe dovuto sanare, con un atto specifico tale posizione e che avrebbe potuto farlo mediante una dichiarazione scritta dinanzi a un pubblico ufficiale: nella fattispecie: anche in Comune.

Le lungaggini hanno fatto trascorrere, intanto, diversi giorni e il figlio che aveva accettato l’incombenza di avviare la pratica, seguitava a essere rimbalzato da un ufficio a un altro, gravandolo anche di non poche spese.
Bisognava, quindi, recarsi in Comune ed apporre una firma in calce a un preciso documento notorio, cosa che la ottantacinquenne pensionata non poteva fare, in quanto - come detto - costretta a letto per i postumi dell’intervento.

Di fronte a questo ennesimo problema dal patronato hanno fatto sapere che avrebbero potuto sollecitare l’intervento del Vigili Urbani, i quali recandosi al suo domicilio, avrebbero potuto presenziare e verificare l’apposizione della firma richiesta.

A tal punto, suo figlio, sempre più incredulo e sballottato, si è recato in Comune per chiedere l’intervento degli agenti della Polizia Municipale i quali, pur dando disponibilità per l’intervento a domicilio, hanno richiesto (come forse è prassi acquisita), una certificazione medica che attestasse l’assenza di malattie infettive da parte della pensionata sofferente.

Si rendeva, dunque,  necessario l’interessamento dell’Ufficio d’Igiene e Prevenzione della Asrem di Zona, dove il figlio della pensionata è subito andato nella speranza di dirimere una volta e per tutte, la questione. Niente di più improbabile, perché dagli uffici  Asrem gli è stato detto di farsi produrre la certificazione dal medico di famiglia il quale, dopo aver ottenuto una serie di accertamenti clinici e di laboratorio per la donna, avrebbe dovuto trasmetterli all’Asrem che, a sua volta, si sarebbe trovata nella condizione di certificare uno stato di salute ‘non infettivo’ e 'non contaggioso'.

I termini di presentazione per la richiesta di ‘Social Card’, com’è noto, scadono il prossimo 29 dicembre e il carteggio dell’anziana ottantacinquenne si trova ancora a ‘carissimo amico’.

<<Vorrà dire che oltre a quellii che ho speso i tutti questi giorni, glieli darò io i soldi della 'social card, a mia madre - ha affermato stizzito il figliolo della pensionata che, peraltro ha vissuto lungamente all’estero -. Queste cose possono succedere solo in Italia - ha aggiunto - figurarsi se una povera vecchia può essere sottoposta a questo tipo di assurde trafile. Gli anziani, per indole, non vogliono mai rinunciare a quelle piccole provvidenze che vengono dal welfare, ma io sono stanco di fare il burattino a fili per gli uffici: glieli darò io questi soldi: e festa finita!>>.
Insomma un ‘benefit’ che non è così facie avere come dichiarato dal ministro Tremonti, e per il quale bisogna sudare le proverbiali sette camice e, non di rado, viene abbandonato a sé stesso per le difficoltà di una burocrazia non che non appare in linea con la rapidità sbandierata dal ministro e dal Primo Ministro.

<<In questa nostra Italia - ha concluso nell’amarezza il figlio della pensionata - è più facile ottenere un finanziamento da una banca fallita che riuscire a farsi attribuire un sostegno stanziato dal Governo>>.

Nexus

 
 
 
 
 
 
Mangiare&Bere
Hai un iPad o un iPhone?
Clicca qui per sfogliare la brochure...
Stampa | « Torna alla Versione Completa