Zuccherificio, il Pd punta alla risoluzione della vicenda
TERMOLI. La posizione assunta dal Pd sulla vicenda dello Zuccherificio di Termoli risponde alla necessità di individuare una soluzione duratura e reale ad una questione annosa che rischia di travolgere l’intera regione.
A rivendicare la bontà delle scelte del partito è il segretario regionale Danilo Leva, che risponde alle polemiche di questi giorni.
“Il Pd – spiega Leva – ha votato contro la proposta di deliberato della giunta regionale in quanto la stessa non garantisce continuità aziendale e non risolve alcun problema legato ai crediti dei bieticoltori. Ma soprattutto non offre un minimo di garanzia circa il rilancio industriale dello stabilimento saccarifero, attraverso un nuovo piano sostenuto dalle banche. E’ una proposta debole, una sorta di pezza a colori utile a fronteggiare solo l’emergenza.
Pertanto, non c’è alcuna commistione tra il Partito Democratico ed il Governo regionale.
La scelta di astenersi, poi, dal votare la mozione presentata dal resto della minoranza consiliare non è affatto sinonimo di trasversalismo.
Non ci ha convinto la posizione del resto del centrosinistra – continua Leva – perché riteniamo che la politica non possa lasciare il passo al gusto per i sensazionalismi o all’amore per gli scandali. La gara non può essere tra chi conquista il titolo più grande sulle prime pagine dei giornali. Non può essere questo il metodo.
La magistratura farà il proprio corso. E chi ha sbagliato dovrà pagare. Non c’è dubbio che siano stati commessi degli errori nella gestione dello Zuccherificio. Non abbiamo mai approvato le modalità con cui è stato scelto l’attuale partner privato dello stabilimento, come ribadito in svariate sedi ed occasioni. E gravi responsabilità in tal senso sono imputabili esclusivamente al governo regionale. Però il dibattitto neppure può essere ridotto ad una questione tra chi vuole e chi non vuole la cessione delle quote pubbliche, necessità imposta tra l’altro da una legge nazionale.
Di qui – aggiunge ancora il segretario regionale del Partito Democratico – la nostra proposta di coinvolgere l’Unione Europea, il governo centrale, le altre regioni interessate, le associazioni di categoria affinché ciascuno faccia la sua parte in una fase storica che vede, tra l’altro, l’aumento della domanda di zucchero, quindi, del prezzo dello stesso.
E’ questo il compito di una classe dirigente che punta al governo dei processi reali.
Mi rammarica però – conclude Leva – constatare la divisione che si è consumata sulla questione all’interno del centrosinistra. Evidentemente ci sono sensibilità diverse sull’argomento, ma pretendiamo il rispetto delle idee e delle scelte altrui, per non scadere in dibattiti banali e talvolta volgari.
Su questo tema il centrosinistra poteva e doveva trovare una sintesi unitaria, ma qualcuno, per ragioni esclusivamente di opportunismo elettorale, non ha voluto compiere alcuno sforzo in tal senso.
Non si può però giocare sulla pelle dei lavoratori dello Zuccherificio e su una vicenda complessa, che non deve essere ridotta a semplificazioni e strumentalizzazioni di parte.
Per salvare lo stabilimento saccarifero molisano c’è ancora molto da fare, in quanto il provvedimento del centrodestra lascia, purtroppo, ancora aperte tutte le questioni che, tra qualche mese, torneranno a proporsi.
E si dovrà ripartire daccapo”.
V/ef
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