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TermoliOnline
Martedì 22 Maggio 2012

Istruzioni per l’uso: Bancomat, TFR, garanzia acquisti …

Maria Cariello

Cari  lettori,  oggi diamo spazio ai quesiti più ricorrenti, alle vs. disavventure ed ai vs successi :  le esperienze personali possono  essere utili  per tutti.

TFR - se il lavoratore  muore

Se il lavoratore viene a mancare, il diritto a percepire il Trattamento di fine rapporto (Tfr) passa agli
eredi. L'imposta pagata  dall'erede in proporzione alla quota di liquidazione che percepisce. Quindi, ci sono quattro eredi, l'imposta sarà dovuta da ciascuno per il 25 % .
Per il calcolo il datore di lavoro del defunto (che fa da sostituto d'imposta) utilizza il criterio che avrebbe adottato per la corresponsione al dipendente deceduto, applica la tassazione separata. Quindi, il datore di lavoro  calcola l'aliquota media Irpef applicabile alla somma dei redditi dei contribuente deceduto e la applica al Tfr da erogare agli eredi. 
IL versamento del datore di lavoro  avviene in via provvisoria a titolo di ritenuta alla fonte.
Entro i 4 anni successivi a quello in cui l'erede ha percepito il Tfr,l'Agenzia delle entrate ricalcola
l'imposta, applicando l'aliquota media dovuta sui redditi dei 5 anni precedenti a quello di erogazione della liquidazione.  Se ci sono crediti, cioè differenze  rispetto a quanto già versato dall'erede tramite il datore di lavoro del defunto, l'Agenzia li rimborsa. Se l'erede deve ancora  qualcosa, l'Agenzia delle entrate  emette una cartella senza sanzioni e interessi.


Commercianti e carta di credito – Accertare l’identità

Il contratto di adesione che i negozianti firmano  con il circuito con cui sono convenzionati per il
pagamento prevede l'obbligo di verificare  che chi utilizza la carta sia l'effettivo titolare attraverso la  richiesta del  documento d'identità. I negoziami sono tenuti  ad accettare solo carte del circuito non scadute, che non presentino  danni gravi, che riportino la firma del titolare sul retro nell'apposito spazio, presentate dal  titolare la cui firma è riportata sul retro della carta, verifiche che spettano all'esercente: in mancanza non adempie a una clausola contrattuale. Quindi, in caso di  contestazioni dei pagamenti (la carta è stata rubata e viene utilizzata illegalmente), sarà lui a esporsi al diritto di rivalsa del circuito, proprio per non aver rispettato il contratto.
Si stanno diffondendo  carte di credito dotate di chip, che possono essere usate solo digitando un PIN in possesso del titolare. Anche per queste, il codice PIN può essere rubato,   il  controllo sul documento d'identità  va fatto.


Le casalinghe…, pensione e polizza infortuni

Mia moglie è in pensione da alcuni anni ed essendo casalinga eno, ha deciso di fare la polizza infortuni domestici.  Penso che non ne tragga alcun vantaggio, perché è coperta con i versamenti Inail che ha fatto  per la vita lavorativa.
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Dal 2005, le casalinghe hanno l’'obbligo  di sottoscrivere all'Inail una polizza assicurativa che le tutela
contro gli infortuni in cui possono  incappare a causa del lavoro svolto tra le mura domestiche.  L'obbligo si estende anche ai  pensionati fino ai 65 anni che  svolgano, in via non occasionale,
senza vincolo di subordinazione e  a titolo gratuito, attività in ambito  domestico dando assistenza
alle persone del proprio nucleo  familiare. Non devono fare  alcuna altra attività che comporti
l'iscrizione a forme obbligatorie di  previdenza sociale. Il costo della  polizza è contenuto, 12,91 euro
annui, da versare entro il 31 gennaio  di ogni anno e non deve essere  effettuato se l'interessato ha un
reddito Irpef annuo che non  supera i 4.648,11 euro e se appartiene  a un nucleo familiare il cui reddito  complessivo non supera i 9.296,22  euro annui. In questo caso, paga lo Stato, basta un'autocertificazione  (vedi su www.inail.it). Questa polizza  obbligatoria presenta  delle lacune;  non contempla il pagamento  di una diaria nel caso in cui  l'infortunio provochi un'invalidità  temporanea, cioè l'impossibilità  per un certo tempo di svolgere le  attività della vita quotidiana. Questa  diaria rappresenta una copertura  utile perché, il più delle  volte, gli infortuni, pur non avendo  postumi permanenti gravi, rendono necessario il ricorso ad aiuti esterni da retribuire.

Acquisti all’estero – La garanzia

Se compro un prodotto in Cina  posso far valere la garanzia presso un rivenditore italiano in Italia?
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II rivenditore italiano non ha alcun obbligo di riparare i prodotti che il cliente compra da un altro esercente, indipendentemente dal fatto che questo sia tedesco, cinese,  oppure italiano. Ogni stato ha le sue leggi, e  il consumatore deve farle valere lì. L'unica speranza è l'esistenza di una garanzia del produttore/venditore straniero che si serve di una rete di riparazione  nel nostro Paese. Meglio quindi informarsi prima di effettuare l'acquisto, per non rischiare poi di  rimanere senza assistenza in caso di problemi.

Se ti rubano il bancomat

A novembre Carla,  va a cena in un ristorante e qualcuno le ruba la borsa con dentro il bancomat. La signora blocca la tessera e l'operatore del numero verde la rassicura sul fatto che i ladri non  siano riusciti a prelevare perché  senza Pin. Qualche giorno dopo la sorpresa : da un controllo dell'estratto conto, la nostra amica si accorge che i ladri hanno prelevato 500,00 euro  .
Carla denuncia  i prelievi dichiarando che  i ladri avrebbero potuto ricavare il  pin dal cellulare, nella   borsa rubata, camuffato nella  rubrica telefonica.  A questo punto la banca   riaccredita i 500 euro sul conto della  signora, riservandosi di  contestare il rimborso.  Facendo una verifica sul suo  estratto conto scopre, che la banca le ha riaddebitato i due  prelievi con valuta del giorno del  furto.
La nostra amica, non si perde d’animo, e presenta un  reclamo alla banca, che resta sulla sua posizione. Si rivolge all'Arbitro bancario e finanziario,  che accoglie il reclamo, imponendo alla  banca di restituire 350,00 euro (500  meno la franchigia di 150 euro,  visto che i   prelievi sono stati fatti prima del  blocco della carta).

 

Maria Cariello Avvocato

avv.cariello@alice.it

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