San Basso, dalla leggenda alla storia - La traslazione
… E, come per le altre vicende di storia locale, pervenuteci per “caduta”, da racconti tramandati da padre in figlio, col passare degli anni si viene a conoscenza di altrettante notizie, accreditate da testimonianze e documenti inconfutabili, che ne determinano la loro autenticità e la veridicità storica, nei tempi e nei contenuti; difatti, la spiegazione logica dell’avvenimento, legato alla traslazione dei resti mortali di San Basso, nella città di Termoli, è basata sulla ricerca e lo studio di fonti storiche pervenute, fino ai nostri giorni, attraverso documenti inoppugnabili, come sicure e certe sono le notizie, descritteci da mons. Giannelli, circa le modalità del loro ritrovamento.
Nell’Archivio dello Stato del Vaticano sono custoditi documenti che attestano e spiegano l’importante questione “…del come, del quando e del perché “ mai dalla città di Nizza, nei confini occidentali del mare Mediterraneo, tra il golfo di Lione e quello di Genova, potè essere trasportato il corpo del Vescovo e Martire San Basso, nella città di Termoli: tutto questo viene spiegato attraverso una dissertazione sulla vicenda, scritta e in seguito depositata presso l’importante Ufficio Romano, già nel 1767….
I Longobardi già nel 571 avevano preso possesso di molte regioni del nord e centro Italia, compreso il Regno di Napoli; nel 575 si preparavano ad invadere le Gallie e, in particolar modo, la città di Nizza, possedimento della Regione della Francia ricca di oro, di argento, di gioie, di viveri e di altre cose preziose: combatterono contro Amato, patrizio dei Franchi e, dopo quella vittoria, si diressero nuovamente verso le regioni italiane, carichi di bottino di ogni genere. Saccheggiarono e spogliarono la città di Nizza di ogni bene: avidi di acquisire resti di sacre reliquie, derubarono il sarcofago contenente il corpo di San Basso nella Cattedrale della città francese.
Non avendo in dotazione legni marittimi, questo popolo guerriero, trasportò il prezioso bottino, via terra, su carri, marciando da Nizza verso il “Genevosato”, susseguentemente per la Toscana, per l’Umbria , oltrepassando gli Appennini Abruzzesi, fino ad arrivare alla città di Termoli: solo qui si convenne far fermare il trasporto delle reliquie, perché è verosimile che fra i cavalieri longobardi vi fosse anche il Conte di Termoli.
Inoltre venne considerato il fatto che la città di Termoli, capoluogo di contea nel Ducato di Benevento, fosse un luogo meglio fortificato per custodire il Sacro Deposito e più adatto ancora, per una nuova traslazione, via mare, in altri periodi più calmi e tranquilli, verso terre occupate dagli stessi Longobardi. In definitiva, il Corpo di San Basso, almeno nelle intenzioni di questo popolo, doveva essere custodito dai cittadini termolesi per un periodo più o meno lungo, per poi essere nuovamente dirottato in luoghi diversi, che non fossero quelli della nostra città e regione.
E avvenne che, arrivato il corpo del Martire in Termoli, il 4 agosto 575, il Conte di Termoli fece costruire da un insigne scultore di quei tempi, un certo Domenicus di Loreto, un nuova urna con venature nere che ne contenesse i resti mortali e fosse collocata in un luogo decoroso ed elevato nella Cattedrale.
Solo alcuni secoli dopo l’urna venne occultata in un posto più sicuro, sempre sotto la cripta, denominato “La grotticella di San Basso”, al fine di preservare i resti del Santo dalle incursioni dei Veneziani, dalle orde di Lotario III, dallo stesso Federico II di Svevia, all’epoca in contrasto con la Santa Sede, dai Saraceni, dai Turchi, ecc…. sembra che furono i monaci del vicino monastero, custodi del sarcofago che, in varie epoche, nascondessero le sante reliquie in luoghi, sempre diversi, fino ad arrivare al definitivo occultamento, avvenuto, probabilmente, durante il periodo che Stefano era Vescovo di Termoli, 1235.
Ecco la spiegazione storica “ …del come, del quando e del perché “ mai, i resti di San Basso a Termoli! Le date in cui vengono venerate, attraverso celebrazioni liturgiche e laiche, le reliquie mortali di San Basso, patrono di Termoli e protettore dei suoi pescatori, sono: il 5 dicembre = giorno del suo martirologio, avvenuto a Nizza nell’anno 250 il 4 agosto = giorno della traslazione delle reliquie da Nizza a Termoli, avvenuta nell’anno 575
Nicolino Cannarsa
nicolino.cannarsa@gmail.com
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