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TermoliOnline
Martedì 22 Maggio 2012

Scorre il tempo, attraverso i ricordi ….

Nicolino Cannarsa

Mio padre aveva imparato a suonare la chitarra, da ragazzo, da autodidatta e di questo ne andava molto fiero; in un secondo tempo, la sua versatilità musicale gli permise di dedicare la sua attenzione ad altri due strumenti, il mandolino e il contrabbasso ( l’arcelione ). La sua passione, nel tempo, venne premiata tanto che, durante il periodo della prigionia, che durò esattamente 10 anni, nei campi di concentramento inglesi, fu proprio la chitarra che accorse in suo aiuto; difatti, con altri suoi commilitoni , suonava in un’orchestrina da campo, non solo per tenere in allegria i suoi compagni di sventura ma, soprattutto, per ravvivare le lunghe giornate dei soldati inglesi, con canzoni e scenette, selezionate  dal repertorio del canzoniere italiano…..

“Nicolì – mi diceva ogni tanto, chiudendo gli occhi, forse per ricordare con amarezza, ma anche con un velo di malinconia, quei lunghi ed interminabili giorni di prigionia – ‘ssa chitarre m’ha salvate ‘a vite!“

Per quello che faceva nei Campi, poiché dalla Somalia, venne trasferito all’allora isola di Ceylon ed infine in Inghilterra, il suo trattamento era considerato privilegiato: qualche razione di rancio in più, due saponette per lavarsi e far di bucato, anziché una alla settimana, due scatolette di lucido per scarponi di ordinanza, un dentifricio in più, ecc… che lui, regolarmente, condivideva con i meno fortunati…..

Quella chitarra, a distanza di circa 70 anni, la custodisco a casa mia, fra i ricordi più cari e più intimi! Quando ritornò dalla prigionia, nel lontano 1946, ritrovò la sua famiglia che, nel frattempo lo piangeva per disperso, insieme alla cittadinanza, secondo i bollettini di guerra; dopo breve tempo, a causa del suo stato precario di salute, dovuto a causa di eventi bellici, riconosciuto da Organi Militari del tempo, gli fu concesso di lavorare presso l’Amministrazione Comunale, in qualità di Custode-Bidello delle Scuole Elementari, situate in Piazza Vittorio Veneto (Piazza Monumento): MANFREDE  ‘U  BIDELLE !

Le problematiche del lavoro e della vita quotidiana non gli fecero mai scemare la passione per la musica, anzi, accrebbe ancora di più, tanto che ai primi anni cinquanta fece parte di un’orchestra locale chiamata “SETTE VOCI“, in qualità di contrabbassista. Il suo contrabbasso, che suonava con vera maestria, tanto da essere chiamato a far parte di un’orchestra di Campobasso, dei maestri  IZZO e PESCE, era di una marca americana “ KING “ che, all’epoca, già aveva più di 50 anni di vita: gli venne regalato da un sarto di Portocannone! Il suo viso si allargava come un mantice di fisarmonica quando ricordava, orgogliosamente, che da solo e, a piedi, andò a prenderselo al vicino paese,per riportarlo, soddisfatto e commosso, a casa sua, alla presenza dei suoi sei fratelli che non potevano credere ai loro occhi e ……soprattutto, alle loro orecchie !

E ricordo, con profonda dolcezza e nostalgia,le lunghe e piacevolissime ore in cui ero presente quando l’orchestra faceva le prove del repertorio musicale a casa di mio padre che, all’epoca, abitava in via Roma, vicino all’ex cinema Adriatico, insomma al posto di quel muretto situato a fine corso Nazionale, là dove le persone, specialmente nel periodo estivo, siedono piacevolmente per riposare e chiacchierare. Ecco, proprio lì, in quel periodo, l’orchestra “ SETTE VOCI “ provava freneticamente, d’estate e d’inverno: e mi ricordo,come fosse un sogno, i volti e i nomi di tutti gli strumentisti che ne facevano parte.

Attilio Cappella, Rocco Gallina, Remo Cerri, Silvio Cannarsa, Lucio Di Bari, Vincenzo Ianiri e Manfredo Cannarsa. Le prove erano serrate e molto serie, perché l’orchestra doveva competere con l’agguerrita schiera di orchestre che all’epoca venivano chiamate dai proprietari degli unici tre stabilimenti balneari che gestivano le notti d’estate del lungomare di Termoli e cioè, il Panfilo, il Medusa e la Stella Marina. Le orchestre, brave e famose, provenivano da Campobasso, Foggia, Benevento, Pescara e perfino da Bari e da Roma … ( …roba da non credere, vista come è ridotta l’estate termolese del lungomare ai giorni nostri, ma è la sacrosanta verità ! ): Manfredo Sciarretta  (  Panfilo ), il prof. Mancini ( Medusa ) e il maestro Gentile  ( Stella Marina ), concorrenti, tanto intelligenti quanto accaniti, ma solo nel periodo estivo, si facevano guerra fra di loro a chi poteva “accaparrare” nel proprio stabilimento, l’orchestra più importante per le serate da ballo che, all’epoca, si  susseguivano sera dopo sera, a parte il fine settimana, dove avveniva la “calata” dal beneventano, dal campobassano, dal  foggiano e dal vastese…

Il lungomare brulicava letteralmente di una miriade di persone che, noncuranti di camminare anche sulla sabbia, visto che solo in un secondo tempo sono stati apportati dei miglioramenti urbanistici, si divertivano da matti nel pieno coinvolgimento in un’atmosfera, fatta di semplicità e di allegria….

ROBA  DA  NON  CREDERE…….!

 

Nicolino Cannarsa

nicolino.cannarsa@gmail.com

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