Territorio in ginocchio dopo la tempesta, tutte le immagini

Cronaca
Termoli mercoledì 10 luglio 2019
di La Redazione
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Rio Vivo
Rio Vivo © Termolionline.it

TERMOLI. E' stata una giornata difficile, terribile. Il Basso Molise, così come le altre zone dell'Adriatico centrale, è stato spazzato via da una perturbazione molto simile a un ciclone, acqua torrenziale e forti venti.

Un’ora e mezza di violenta perturbazione per mettere in ginocchio l’intera costa molisana (ma all’Abruzzo è andata nettamente peggio) e crea danni e disagi a più non posso. Venti con raffiche sui 60 kmh, ma forse qualcosa in più, hanno portato acqua in quantità industriale, davvero quasi da clima tropicale, tuoni, lampi e fulmini. Persino l'ospedale San Timoteo si è allagato.

Dalle 15 alle 16.30 il maltempo ha stretto nella sua morsa il territorio, denotandone tutti i limiti. Strade ridotte a mulattiere o letti di fiumi a regime torrentizio, che approfittando di pendenze e dislivelli hanno trasformato le arterie in fenomeni da baraccone, tali da lasciare sbigottiti e interdetti. Ma restano anche gli effetti e sono devastanti. La grandinata attesa e temuta, c’è chi ricordava quella del 2010, è stata solo in parte puntuale, colpendo tra Montenero e Petacciato, arrivando a Guglionesi e alle piane di Larino, la cosiddetta fascia frentana, insomma, preservando la costa in quanto tale, che è stata però sommersa.

Difficile rendere l’idea di quello che abbiamo visto ieri e non è la prima volta, con auto sommerse, tombini scoppiati, asfalti fatti a pezzi, tangenziali, statali, autostrada, provinciali e circuiti urbani alla mercé del maltempo, la cui furia inarrestabile non può essere contenuta in alcun modo.