Terapie intensive in Molise, il Ministero della Salute risponde a Camilla Caterina

Attualità
lunedì 22 febbraio 2021
di La Redazione
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Camilla Caterina
Camilla Caterina © Termolionline

TERMOLI. Arrivano un video esplicativo dopo la risposta del Ministero della Salute alla 43enne Camilla Caterina, isernina di nascita e residente a Termoli, che dallo scorso novembre ha ingaggiato una battaglia sulle Terapie intensive.

Già il 15 novembre, rivolgendosi a Toma, Florenzano e Giustini, attraverso lo strumento dell’accesso civico, entrava nel merito “dell’effettivo numero di posti letto di Terapia intensiva disponibile in Molise, dedicati e garantiti ai malati Covid, e al contempo il numero dei posti garantiti a persone con altre patologie laddove dovessero necessitarne.

La sua iniziativa è proseguita con una serie di scambi documentali, arrivando a interessare il Ministero della Salute, da cui ottenne anche un riscontro che interessò le stesse strutture sanitarie verticistiche del Molise, ma lo stallo nella nostra regione prosegue, anche nel braccio di ferro tra commissario e Regione.

Camilla chiedeva, nuovamente e fortemente, l’intervento urgente del Ministero della Salute, al fine di garantire alla popolazione molisana le cure indispensabili a tutela della salute. Inoltre, «lo si chiede anche affinché la nostra comunità venga messa a conoscenza e sia informata sulla reale ed attuale condizione sanitaria della nostra regione. Credo che i molisani abbiano il diritto di sapere se e come saranno garantite le cure necessarie, sia in caso di positività e complicanze che dovessero sopraggiungere causa Covid, sia per patologie di altro genere che dovessero presentarsi perché ad oggi, le evidenze emerse di seguito riportate, non sono affatto rassicuranti. Al contrario direi essere alquanto preoccupanti!»

La stessa istanza era stata inoltrata per conoscenza anche all'Onorevole Ministro Roberto Speranza ed alla Direzione della Vigilanza degli Enti e della Sicurezza delle Cure.

«La mia battaglia sulle terapie intensive nel Molise, iniziata il 15 novembre 2020 con la prima istanza di accesso civico inviata alla regione Molise ed all’Asrem Molise, è continuata fino ad avere delle risposte chiare e inequivocabili sulla vera e reale condizione della Sanità pubblica e sulle ombre della gestione e sull’operato dei responsabili designati nella nostra regione per questa terribile emergenza - ci aggiorna Camilla - ebbene, dopo diverse istanze presentate agli enti regionali e soprattutto dopo aver coinvolto ed insistito con il Ministero per avere le giuste informazioni, segnalando anche le contraddizioni da me rilevate a cui più volte è stato dato riscontro, ho finalmente avuto le risposte a quelli che erano i miei timori. Oggi quindi posso fermamente pensare che la comunità molisana sia stata messa in pericolo arbitrariamente e con la consapevolezza da parte di chi oggi governa questa regione e gestisce la sanità pubblica.