Covid-19 e carenza sanitaria, la deputata Occhionero interroga il Ministro

La deputata molisana in forze a Italia Viva ha presentato un'interrogazione al Ministro della Salute per far luce sulle gravi mancanze della sanità molisana nella dura lotta al Covid-19

Attualità
lunedì 22 febbraio 2021
di La Redazione
Giusy Occhionero (Italia Viva)
Giusy Occhionero (Italia Viva) © Personale

ROMA. La sanità in Molise è oramai in una situazione emergenziale che si è acuita ancora di più a causa del Covid-19: i contagi, soprattutto in Basso Molise, sembrano non conoscere tregua e il sistema sanitario ne risente. Per focalizzare l’attenzione del Governo nazionale alla risoluzione dei problemi arriva l’interrogazione della deputata molisana in forze a Italia Viva Giuseppina Occhionero.

«La sanità molisana è al collasso e i paesi come Campomarino e il basso Molise sono stati abbandonati alla loro sorte con un forte incremento dei contagi – si legge nell’interrogazione - Nonostante l'ingresso in zona rossa; alcuni dei suddetti paesi molisani, tra cui Campomarino, si trovano ad affrontare giorni drammatici a causa di un'accelerazione dell'epidemia che poteva senza dubbio essere evitata;

la situazione vissuta da Campomarino non era certo inevitabile in quanto frutto di una serie di scelte non oculate sia della giunta regionale del governatore Toma che del commissario ad acta Giustini;

la gestione dell'emergenza pandemica aveva manifestato sin da subito la fragilità del sistema sanitario molisano. Ci sono due strutture moderne e funzionali che continuano ad essere inutilizzate, dal momento che il Cardarelli di Campobasso è saturo: l'ospedale santissimo Rosario di Venafro e il Vietri di Larino. Il Vietri era stato individuato da un atto del consiglio regionale del Molise come COVID Hospital. Purtroppo, invece, si è poi iniziato un progetto di un nuovo ospedale a Monteroduni che comporterebbe una spesa superiore ai 100 milioni di euro;

è stata posta in evidenza anche la problematica legata al decreto ministeriale n. 70 del 2015, più conosciuto come «decreto Balduzzi» del quale si chiede la revisione e l'aggiornamento dei contenuti, sulla base delle evidenze e delle criticità di implementazione individuate nelle diverse regioni, nonché l'istituzione di almeno una Degenza ad elevata assistenza di secondo livello che consentirebbe, ad esempio, all'ospedale Cardarelli di Campobasso, di riappropriarsi di servizi e reparti di cui, negli anni, è stato privato;

è stato pubblicato sul sito di Palazzo Vitale il decreto con cui il governatore Toma puntava ad un coordinamento più efficace con il commissario Giustini che, dopo un sopralluogo al Cardarelli, aveva inviato a Roma una relazione su percorsi e separazioni fra reparti che, a suo parere, non garantiscono dal rischio contagio nell'ospedale misto di Tappino;

tra i poteri del commissario ad acta ci sono i necessari interventi diretti a garantire, in maniera uniforme sul territorio, l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e, riproducendo i verbali del Nas (al poliambulatorio di Termoli, a quello di Agnone, al Cardarelli, al San Timoteo e al Veneziale) il commissario evidenzia che sono stati segnalati, fra le altre cose, il malfunzionamento dei campanelli installati nei posti letto del reparto COVID al quinto piano (Campobasso), ma anche percorsi non separati adeguatamente (a Termoli), e denuncia la «palese inosservanza delle leggi e degli atti di settore riguardanti in particolare l'emergenza epidemiologica legata al COVID-19»;

bisogna ora guidare questa regione verso una soluzione compatibile con i tempi moderni, eliminando il sovraccarico insopportabile sui medici del Cardarelli e mettendo gli ospedali molisani in condizione di far fronte all'emergenza pandemica:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza della grave situazione della sanità molisana esposta in premessa e quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, per promuovere, anche a livello locale, un intervento più mirato e immediato per far fronte al collasso sanitario dei paesi del basso Molise».


La situazione della pandemia in Molise ma, in particolare, in Basso Molise sta assumendo toni drammatici. Nel prossimo fine settimana, a causa di cambiamenti continui tra Commissario ad acta e presidente della Regione, davanti al San Timoteo di Termoli verranno attivate le tende per la costruzione di un ospedale da campo. Una soluzione provvisoria che, azioni, renderà più lontana l’apertura del Vietri di Larino da destinare, esclusivamente ai malati Covid.

Per tutti questi motivi, l’onorevole Giuseppina Occhionero ha portato all’attenzione del Ministro della Salute, Roberto Speranza, con una interrogazione depositata agli atti, la preoccupazione per la gravissima situazione.

“La gestione dell'emergenza pandemica - si legge nell’atto - aveva manifestato sin da subito la fragilità del sistema sanitario molisano. Ci sono due strutture moderne e funzionali che continuano ad essere inutilizzate, dal momento che il Cardarelli di Campobasso è saturo: l'ospedale santissimo Rosario di Venafro e il Vietri di Larino. Il Vietri era stato individuato da un atto del consiglio regionale del Molise come COVID Hospital. Purtroppo, invece, si è poi iniziato un progetto di un nuovo ospedale a Monteroduni che comporterebbe una spesa superiore ai 100 milioni di euro”.

Tutto questo avviene mentre i territori del Bassomolise e in particolare Campomarino, sono stati lasciati soli dalle autorità preposte nonostante la zona rossa iniziata per il comune costiero il 31 gennaio scorso, per altri 27 comuni il 7 febbraio e da ieri attiva su 33 comuni.

In questo scenario, che vede una serie di criticità da affrontare, c’è anche quello della necessità dell’istituzione di almeno una Degenza ad elevata assistenza di secondo livello che consentirebbe all'ospedale Cardarelli di Campobasso, di riappropriarsi di servizi e reparti di cui, è stato privato per effetto del decreto Balduzzi.

“E’stato pubblicato sul sito di Palazzo Vitale – si legge ancora nella nota- il decreto con cui il governatore Toma puntava ad un coordinamento più efficace con il commissario Giustini che, dopo un sopralluogo al Cardarelli, aveva inviato a Roma una relazione su percorsi e separazioni fra reparti che, a suo parere, non garantiscono dal rischio contagio nell'ospedale misto di Tappino. Tra i poteri del commissario ad acta ci sono i necessari interventi diretti a garantire, in maniera uniforme sul territorio, l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e, riproducendo i verbali del Nas (al poliambulatorio di Termoli, a quello di Agnone, al Cardarelli, al San Timoteo e al Veneziale) il commissario evidenzia che sono stati segnalati, fra le altre cose, il malfunzionamento dei campanelli installati nei posti letto del reparto COVID al quinto piano (Campobasso), ma anche percorsi non separati adeguatamente (a Termoli), e denuncia la «palese inosservanza delle leggi e degli atti di settore riguardanti in particolare l'emergenza epidemiologica legata al COVID-19”

“Bisogna ora guidare questa regione- dichiara l’onorevole- verso una soluzione compatibile con i tempi moderni, eliminando il sovraccarico insopportabile sui medici del Cardarelli e mettendo gli ospedali molisani in condizione di far fronte all'emergenza pandemica. Per questo chiedo di sapere se il Ministro interrogato sia a conoscenza della grave situazione della sanità molisana esposta in premessa e quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, per promuovere, anche a livello locale, un intervento più mirato e immediato per far fronte al collasso sanitario dei paesi del basso Molise”.