Sale in cielo a 18 anni: palloncini bianchi, musica e commozione per Mirko

Attualità
martedì 06 aprile 2021
di La Redazione
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L'annuncio funebre di Mirko Biello
L'annuncio funebre di Mirko Biello © Termolionline

LARINO. Un manifesto funebre che annuncia il decesso di un 18enne è sempre un grande dramma. Per la famiglia, per il destino che vede spezzata una giovane vita e non è retorica, poiché in tempo di Covid, anche se stavolta il coronavirus non c’entra nulla, il valore di ogni singola esistenza assume una valenza differente, non neghiamolo.

La comunità di Larino si stringe alla famiglia Biello per la scomparsa di Mirko, salutato con palloncini bianchi e il brano musicale del Waka Waka, simbolo dei mondiali sudafricani di 11 anni fa.

Una benedizione attorno alla bara bianca, per l’ultimo saluto al 18enne e il conforto-cordoglio alla sorella e ai genitori.

I funerali sono stati celebrati nella cattedrale. Mirko è salito in cielo ieri, all’ospedale San Timoteo, era ricoverato lì a causa di una malattia rara.

La messa è stata concelebrata da don Antonio Di Lalla, don Claudio Cianfaglioni, parroci della comunità pastorale di Larino e da don Costantino Di Pietrantonio, parroco in Santa Croce di Magliano. Nel rispetto delle norme anti Covid tanti fedeli sono dovuti restare fuori dalla Cattedrale. I compagni di classe di Mirko hanno partecipato alla liturgia con i canti e leggendo le letture.

Riportiamo la cronaca della celebrazione, ringraziando i colleghi frentani di viaggionelmolise.it

Don Claudio, che è stato anche docente dei ragazzi nell’autunno scorso, nell’omelia ha invitato i presenti, in particolare i giovani amici di Mirko, a nutrire uno ‘sguardo Pasquale’ sulla realtà.

«Oggi è Pasqua – ha detto don Claudio nella sua omelia – soprattutto per Mirko: in lui vediamo compiuto il passaggio dalla vita alla morte e dalla morte alla vita: anche in lui “morte e vita si sono incontrate in un prodigioso duello” (cf. Sequenza pasquale); anche in lui il Signore della vita che era morto ora vive per sempre, inaugurando la vita senza fine in cui non c’è più né lamento, né pianto, né affanno, né malattia, perché le cose di prima sono passate (cf. Ap 21,4). Sì, sono passate le cose di prima, ne nascono di nuove: è la Pasqua! Per Mirko oggi si realizza la pienezza della Pasqua».

Commovente il messaggio di una ragazza che ha parlato a nome di tutta la classe, rivolgendosi in modo particolare alla mamma di Mirko a cui poi tutti hanno donato una margherita bianca. Come anche  il messaggio pubblicato sulla bacheca Facebook del Liceo D’Ovidio che Mirko.

«Mirko era per davvero un angelo. Era presente accanto a noi a suo modo. Ci donava il suo sorriso con semplicità. Non esistevano filtri, Mirko era purezza e sincerità fatta persona, con quegli occhi che sapevano comunicare e trasmettere più di qualsiasi altra parola, più di qualsiasi altra persona. Amava tanto la musica ed era in grado di trasformare qualsiasi suono in una strepitosa melodia: teneva tanto a quel tamburello che portava sempre con sé, e grazie al quale ognuno di noi si accorgeva che stava passando tra i corridoi della scuola. Ognuno di noi ha un ricordo legato a lui, grazie anche alla sua prof Laura Lotto che lo amava tanto e gli è sempre stata vicino in questi ultimi 2 anni. Porteremo sempre nel cuore quel sorriso tanto grato e caro, sarai al nostro fianco come hai fatto sempre, ora un po’ di più. Un abbraccio speciale alla famiglia, da tutto il nostro Istituto, dal dirigente Antonio Vesce, da tutti i docenti e da noi studenti».