L’Us Termoli ha perso la sua ala sinistra: il ricordo di Pietro Ciarrocchi

Ciarrocchi fa parte degli anni d’oro del calcio termolese: ala sinistra dell’Us Termoli, Pietro era un uomo di poche parole e di tanti fatti. Con lui se ne va un pezzo dello sport e della città.

Attualità
mercoledì 14 aprile 2021
di Michele Trombetta
L’Us Termoli ha perso la sua ala sinistra: in ricordo del calciatore Pietro Ciarrocchi
L’Us Termoli ha perso la sua ala sinistra: in ricordo del calciatore Pietro Ciarrocchi © TermoliOnLine

TERMOLI. Erano gli anni dell'U.S. Termoli che da solo riusciva ad incutere paura sportiva a tutti gli avversari abruzzesi: sì perché agli inizi degli anni 60 si stava si pensando alla Brexit per staccarsi come molisani dalla stretta dei cugini abruzzesi, ma non era ancora possibile staccarsi dalla lega calcistica dell'Abruzzo e allora il calcio a Termoli e il Molise erano legati a doppia mandata con il ruolino dei parenti poveri ai soloni del calcio d'Abruzzo.

Quello, appunto, era il calcio che ha visto i giallorossi termolesi affrontare sfide epiche con loro i cugini ricchi. Quello era anche il Termoli di Pietro Ciarrocchi che, proprio nei giorni scorsi, purtroppo ha lasciato la vita terrena. Ma tutti i vecchi compagni oggi ancora con noi assieme a tutti i vecchi tifosi dello squadrone giallorosso non hanno mai dimenticato le gesta, ma soprattutto le messi di gol, che l'attaccante ala sinistra Pietro Ciarrocchi da Termoli segnava in quantità industriale.

Lui era uno che non ci pensava due volte quando nel suo mirino inquadrava la porta avversaria. Il mitico Pietro era un uomo di poche parole, lui preferiva parlare con i fatti e, non a caso, gli avversari abruzzesi avevano una grande paura di lui e un enorme rispetto tanto che, ogni volta, chi doveva avere l'ingrato compito di marcarlo spesso non riuscendoci con le maniere lecite, era costretto ad abbatterlo con le maniere forti.

In campo Pietro, anche se picchiato, non si abbatteva. Anzi questo lo caricava meglio a pallettoni. Chi lo ha avuto per compagno di squadra, come l'allora giovanissima mezz'ala Luciano Germinario, ci ha detto di lui che era un uomo eccezionale sia in campo, ma soprattutto fuori: era il prototipo dell'attaccante moderno, oggi si ha un bel dire del gioco moderno, degli schemi 4-4-2 , 3-4 -3 ecc ecc.

Questa squadra, allenata dal portiere e allenatore Morselli, sulle fasce Maggiani e De Nisi, Pietrini, Ruzzi, Basso, Cavallo, Delle Foglie, Stella, Germinario, Ciarrocchi era una squadra che giocava già in quegli anni un calcio ultra moderno e Pietro era il terminale di un gioco fluidificante che aveva terzini di fascia che correvano come forsennati sulle fasce e ale destre e sinistre. Come De Nisi che facevano a turno i terzini. Il calcio termolese della leggenda Ciarrocchi ed i suoi compagni succitati ha fatto divertire tanta gente e loro, a differenza di oggi, giocavano un calcio non inquinato dai lussuosi guadagni. Era il calcio dove una stretta di mano valeva più di mille contratti stipulati.

La scomparsa di una figura leggendaria del calcio nostrano davvero ci rattrista: anche perché, come era nel suo carattere di poche parole, se ne è andato via in modo discreto come se non volesse arrecare disturbo. Forse sarebbe stato più bello e meritorio che qualcuno avesse potuto ricordare la sua figura con un ricordo pubblico. Chi vi scrive non risiedeva a Termoli in quegli anni ed ha un grosso rimpianto per non aver potuto vedere dal vivo le gesta di questi grandi calciatori che erano l'orgoglio della città. La nostra redazione esprime le più sentite condoglianze alla famiglia Ciarrocchi e si unisce al dolore che ha compito la moglie la signora Franca, i figli Filiberto e Fabio, la nuora Maria Grazia, Alessia, i nipoti Sofia, Francesco e Marco.

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