Campomarino lido, polemiche "ingombranti": la replica social di Saburro

Attualità
sabato 17 aprile 2021
di La Redazione
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Campomarino Lido
Campomarino Lido © Termolionline

CAMPOMARINO. Si avvicina la stagione turistica e il Lido torna centrale nel dibattito social a Campomarino. A intervenire è stato l'assessore all'Ambiente del comune Antonio Saburro.

«A beneficio della più corretta informazione sullo stato del Lido, dopo aver svolto le opportune verifiche informo i cittadini che i materassi su via Vanoni erano stati appoggiati provvisoriamente su area pubblica perché l’immobile è in corso di ristrutturazione e già nella giornata di ieri sono stati  risistemati dal committente dentro il proprio giardino di proprietà; idem per le tavole su via Sturzo, in prossimità del locale “il gabbiano” che è in ristrutturazione, il materiale è stato messo lì provvisoriamente e pronto per essere portato in discarica; per quanto riguarda invece le buste del verde, le stesse sono state posizionate a bordo strada e pronte per il ritiro ad opera della ditta, la quale passa quando vi è una certa quantità. 

Chi (s)parla di un lido abbandonato evidentemente non ricorda (o finge di dimenticare) le condizioni in cui era messo prima dell’insediamento della nostra amministrazione. 

Ritengo che tanto ci sia ancora da fare,  ma sicuramente abbiamo restituito dignità ad una località che è più pulita e grazie alla collaborazione di istituzioni e cittadini ha raggiunto negli ultimi 2 anni una percentuale di raccolta differenziata pari al 70% (rispetto al 20% da noi trovato). 

Le critiche “politiche” ai “politici” sono accettabili, per quanto del tutto pretestuose e, nel caso di specie, infondate. Non lo sono, invece, quelle ingiustamente rivolte ai cittadini e alle associazioni che volontariamente e gratuitamente in questi 2 anni si sono adoperati per la pulizia del territorio: se in questi 3 mesi le giornate ecologiche si sono ridotte è stato sia a causa del Covid sia perché si è deciso di concentrare gli sforzi nel sostegno a domicilio delle persone in difficoltà perché in quarantena o per altre ragioni socio sanitarie. Una scelta giusta e condivisibile, che merita apprezzamento e  non critiche balorde.

L’unica domanda che va posta, a questo punto, è cosa abbiano fatto per la Comunità questi signori (i soliti due o tre) che fino ad ora hanno dimostrato di saper solo criticare. Ma ognuno di noi la risposta la conosce già: niente».

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