Il debutto del PalAirino da centro vaccinale, lo sforzo compiuto nell'allestimento

Attualità
lunedì 19 aprile 2021
di La Redazione
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Al PalAirino
Al PalAirino © Termolionline

TERMOLI. Ci siamo, oggi entra in funzione il nuovo punto vaccinale al PalAirino, ormai allestito a cavallo tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, con uno sprint strutturale diretto dal dirigente ai Lavori pubblici, Gianfranco Bove, come responsabile della Protezione civile.

Nei giorni scorsi sono stati anche ultimati gli ultimi accorgimenti, compreso l'allestimento del frigo che custodirà le dosi di AstraZeneca, il vaccino che sarà somministrato alla fascia di età della popolazione compresa tra i 70 e i 79 anni. 

Uno sforzo uiteriore che vede la sinergia tra l'amministrazione comunale e la realtà di servizio associativo proprio della Protezione civile locale e di questo ci illustra l'impegno il presidente del Sae 112 Onlus, Matteo Gentile.

«Ci avviamo verso la conclusione della terza ondata della pandemia a causa del Covid-19 che ha colpito la nostra regione Molise creando a sua volta emergenze diverse in correlazione ai periodi e alla presa di coscienza dei cittadini colpiti.

Quindi, una emergenza lunga e nuova agli occhi dei soccorritori e dei volontari impegnati ad assistere maggiormente presso le proprie abitazioni e non in una tendopoli come vorrebbe una emergenza canonica e con tempistiche più ridotte. E' vero, lo stato di emergenza non si è ancora concluso, i servizi di modificano di settimana in settimana e iniziano di nuovi: da oggi il Sae 112 sarà capofila nell'assistere la popolazione nell'apertura del centro vaccinale del PalAirino in piazza del Papa a Termoli voluto dall'amministrazione comunale, mentre, già da alcune settimane abbiamo ripreso la consegna dei presidi per diabetici nella zona del basso Molise in accordo con Asrem e Comune di Termoli.

E' altrettanto vero che i numeri degli assistiti sono in calo, ma la flessibilità nell'attuare diverse tipologie di servizi rende più impegnativa la realizzazioni dei servizi stessi. I volontari sentono la stanchezza soffocata da quella voglia resiliente di traguardare la stagione estiva ormai alle porte: per riposarsi e, magari appendere per un po' di giorni una divisa diventata una seconda pelle. Il calore e la vicinanze dei cittadini sono diventati come degli integratori vitaminici per noi volontari, ma il vero desiderio dei volontari Sae 112 e di altre realtà volontaristiche nonchè professionali è quella di vivere una nuova normalità simile a quella precedentemente vissuta prima di cozzare col Covid-19».

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