"Gocce", entusiasmo e partecipazione al casting del cortometraggio

Attualità
martedì 18 maggio 2021
di La Redazione
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La commissione casting
La commissione casting © TermoliOnLine

TERMOLI. Una partecipazione oltre le aspettative, quella di domenica pomeriggio, nel casting effettuato con Kairos Cooperativa Sociale Termoli e Cortò Factory Image, con Simone D'Angelo al ristorante Oyster Fish di Termoli, mirato a scegliere coloro che comporranno il cast del cortometraggio “Gocce”.

Come ci ha riferito Nicola Malorni, presente nella commissione assieme allo stesso D’Angelo e ad Annalisa Montanaro (in foto anche la piccola Martina, desiderosa di apprendere le tecniche del casting), «Siamo molto soddisfatti della risposta del Basso Molise: in 22, tra uomini, donne e bambini, provenienti da Termoli e da diversi paesi limitrofi, hanno partecipato al casting per il corto.

Un indicatore del desiderio del nostro territorio di ripartire e di puntare ad un turismo sociale di qualità».

In questi giorni le figure attoriali previste e le comparse prescelte saranno contattate dagli organizzatori.

Il cortometraggio “Gocce”, prodotto da Kairós Cooperativa sociale onlus con la regia di Simone D’Angelo, si girerà tra Termoli e Guardialfiera a partire dal 31 maggio

Per l’assessore alla Cultura e al Turismo della giunta Toma, Vincenzo Cotugno, si tratta di «Uno dei progetti più belli del cartellone di “Turismo è Cultura” che punterà sul turismo dell’olio e sul paesaggio molisano… partendo da Termoli! La pandemia di certo non ha fermato la progettualità del territorio, che quest’anno tornerà a mostrare la propria vitalità e la voglia di promuovere al meglio il Molise.

Da un’idea di Nicola Malorni e con la supervisione del regista Simone d’Angelo si uniscono gli “ingredienti” esplosivi del progetto “Gli alberi della vita - Il Molise che cura” che punta a valorizzare le nostre tradizioni a tavola, il nostro territorio, il rispetto della natura attraverso una pellicola cinematografica...buon viaggio attraverso il nostro splendido territorio!»

L’olivo ha accompagnato la nostra memoria individuale e collettiva, ha ritualizzato il nostro rapporto col territorio e con gli affetti, ha misurato la distanza dal nostro Centro e indicato il senso dei nostri percorsi di vita. Ora ci attende per narrare una nuova storia, una di quelle che curano.