Autoconsumo collettivo e comunità energetiche: la proposta del Movimento 5 Stelle

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giovedì 10 giugno 2021
di La Redazione
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Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Termoli
Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Termoli © Termolionline

TERMOLI. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle promuove una mozione con cui impegnare l'amministrazione a prevedere sul territorio autoconsumo collettivo e comunità energetiche.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale “Incentivi” del Ministero dello Sviluppo Economico in attuazione dell’articolo 42-bis del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162 (convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8), si completa finalmente la disciplina che rende una realtà la creazione delle comunità energetiche.

Da oggi, infatti, grazie all’anticipo con cui l’Italia ha disciplinato il recepimento della Direttiva Red II rendendo possibile la condivisione dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili tra più cittadini, i consumatori di energia elettrica potranno associarsi per realizzare configurazioni di Autoconsumo collettivo e Comunità energetiche.

Si tratta di una possibilità che non esisteva in precedenza, poiché sussisteva il limite normativo per cui l’energia prodotta da un impianto alimentato da fonte rinnovabile fosse auto-consumata al massimo dall’utente presso il quale l’impianto era installato, e che rivoluziona il sistema energetico del nostro Paese.

Adesso privati cittadini, attività produttive ed enti pubblici possono costituire comunità e usufruire dei vantaggi a esse connessi.

Per questo motivo stamattina, noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo protocollato una mozione per impegnare il sindaco e la giunta a promuovere nel territorio comunale la creazione di Comunità energetiche e di Autoconsumo collettivo, sostenendo prioritariamente le forme di configurazioni che generano benefici diretti con la riduzione dei costi in bolletta per i cittadini con maggiore disagio economico che ricadono o rischiano di ricadere nella condizione di povertà energetica. E per assicurare, anche attraverso la creazione di apposito sportello o centro informazioni, la messa a disposizione dei cittadini delle informazioni necessarie a promuovere la creazione di comunità energetiche e sistemi di autoconsumo collettivo.

IL TESTO DELLA MOZIONE

Al Presidente del Consiglio Comunale Al Sindaco Alla Giunta Ai Consiglieri Comune di Termoli

MOZIONE OGGETTO: COMUNITA' ENERGETICHE SUL TERRITORIO COMUNALE

I sottoscritti Ippazio Stamerra, Daniela Decaro, Nicolino Di Michele e Antonio Bovio in qualità di Consiglieri del Comune di Termoli per il MoVimento 5 Stelle Visto l’art. 39 del D.Lgs. n. 267 del 18-08-2000; Visto lo Statuto Comunale; Visto l’art. 38 del Regolamento del Consiglio Comunale;

PREMESSO CHE: nell’ambito del pacchetto “Clean Energy for all Europeans” (Energia pulita per tutti i cittadini europei), su proposta della Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno adottato la cd. RED II, la Direttiva europea sulla promozione delle fonti rinnovabili (UE 2018/2001), che riconosce e promuove le configurazioni di Autoconsumo collettivo e di Comunità energetiche; coerentemente agli indirizzi europei, l’Italia ha adottato il Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC) nel quale vengono individuati gli obiettivi da raggiungere per il 2030: ◦ la copertura del 30% dei consumi energetici finali lordi da energia da fonti rinnovabili, incluso il raggiungimento di una quota di energia da fonti rinnovabili nei consumi elettrici pari al 55% del totale; ◦ un target di efficienza energetica che prevede una riduzione dei consumi del 43% dell’energia primaria; ◦ la riduzione del 33% delle emissioni di gas a effetto serra in settori non inclusi nell’ETS (sistema per lo scambio delle quote di emissione) dell’Unione europea, mentre permane l’obiettivo di riduzione del 43% per i settori inclusi nell’ETS.

Nell’ambito del PNIEC, tali obiettivi sono perseguiti anche attraverso la promozione dell’autoconsumo e delle comunità dell’energia rinnovabile; con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale “Incentivi” del Ministero dello Sviluppo Economico in attuazione dell’articolo 42-bis del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162 (convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8), si completa finalmente la disciplina che rende una realtà la creazione delle Comunità Energetiche.

Da oggi, infatti, grazie all’anticipo con cui l’Italia ha disciplinato il recepimento della Direttiva RED II rendendo possibile la condivisione dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili tra più cittadini, i consumatori di energia elettrica potranno associarsi per realizzare configurazioni di Autoconsumo collettivo e Comunità Energetiche.

Si tratta di una possibilità che non esisteva in precedenza, poiché sussisteva il limite normativo per cui l’energia prodotta da un impianto alimentato da fonte rinnovabile fosse autoconsumata al massimo dall’utente presso il quale l’impianto era installato. Questa possibilità rivoluziona il sistema energetico del nostro Paese.

CONSIDERATO CHE: in Italia sono circa 20 milioni i cittadini che abitano in condominio e che potrebbero risparmiare sulla bolletta elettrica sfruttando le suddette variazioni legislative utilizzando a pieno la corrente elettrica auto[1]prodotta con un proprio impianto fotovoltaico comune sul tetto.

Ragionamento analogo vale per tutti i 60 milioni di cittadini italiani che potrebbero risparmiare sulla bolletta, costruendo impianti di energia a fonte rinnovabile “di comunità” tra vari cittadini che abitano in abitazioni tra loro separate, per poi condividere tra loro l’energia.

Tra i benefici diretti riconosciuti ai membri che aderiscono alle Comunità energetiche c’è la riduzione dei costi della bolletta elettrica, un benefit che può contribuire in maniera efficace ad affrontare anche il problema della povertà energetica tra i cittadini, condizione che in Italia coinvolge più di nove milioni di italiani, ossia più del 15% del totale, con un impatto particolarmente rilevante per la popolazione anziana. Attualmente, l’Italia si colloca alla 19° posizione, su 28, tra i paesi membri dell’Unione europea, nell’Indice europea di povertà energetica 2019.

TENUTO CONTO CHE: ai membri che aderiscono alle configurazioni summenzionate viene riconosciuto un beneficio diretto in termini di riduzione dei costi in bolletta di alcune tariffe derivanti dal minor utilizzo del sistema elettrico che è stato quantificato dall’Arera in €10/MWh, oltre a una diminuzione del costo attribuito al consumo dell’energia essendo questa autoprodotta e auto-consumata; oltre ai benefici diretti, le configurazioni vengono sostenute anche da una tariffa incentivante individuata dal decreto ministeriale del Ministero dello sviluppo economico in attuazione del summenzionato articolo 42-bis.

La tariffa è erogata per un periodo ventennale dal Gestore dei Servizi Energetici ed è strutturata per promuovere l’autoconsumo anche tramite l’impiego dei sistemi di accumulo: infatti, premia solo la quota parte di energia elettrica prodotta e auto-consumata virtualmente e sarà pari rispettivamente a 100 €/MWh per le configurazioni di autoconsumo collettivo e 110 €/MWh per le comunità energetiche rinnovabili. La tariffa è riconosciuta agli impianti entrati in esercizio dopo il 1° marzo 2020 e abbiano complessivamente una potenza non superiore ai 200 kW; • considerando l’effetto combinato dell’incentivo MISE, il beneficio diretto riconosciuto da Arera e il Pun (il prezzo all'ingrosso risparmiato dell'energia auto-consumata), si arriva a un valore di 150- 160 €/MWh sull’energia auto-consumata da impianti a fonti rinnovabili: si tratta di un valore pari a oltre tre volte il prezzo normalmente pagato “all’ingrosso” dell’energia (circa 50 €/MWh), che spingerà quindi le configurazioni ad orientare i propri consumi in maniera virtuosa e sostenibile per massimizzare l’autoconsumo in loco.

RITENUTO CHE: le Amministrazioni comunali possano essere promotori sui propri territori di competenza di politiche sociali attive che coinvolgono i cittadini nella promozione e partecipazione nelle diverse forme di configurazioni contribuendo efficacemente ad affrontare e ridurre la povertà energetica tra i cittadini in particolare verso gli anziani.

Le Amministrazioni comunali potrebbero sostenere la creazione di configurazioni tra cittadini o tra enti e cittadini in cui gli impianti potrebbero essere realizzati dall’Ente anche su aree o coperture di edifici pubblici e l’energia prodotta condivisa. Ad esempio, si potrebbe realizzare una comunità energetica con un impianto installato sul tetto di una scuola utilizzando l’energia prodotta per la stessa e cedendo l’eccedenza ai cittadini membri della comunità.

VISTO CHE: sono già numerose le Amministrazioni comunali e regionali che hanno approvato provvedimenti utili allo sviluppo delle Comunità Energetiche; Tutto ciò premesso, visto e considerato.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

A promuovere nel territorio comunale la creazione di Comunità energetiche e di Autoconsumo collettivo, sostenendo prioritariamente le forme di configurazioni che generano benefici diretti con la riduzione dei costi in bolletta per i cittadini con maggiore disagio economico che ricadono o rischiano di ricadere nella condizione di povertà energetica; • assicurare anche attraverso la creazione di apposito sportello o centro informazioni la messa a disposizione dei cittadini delle informazioni necessarie a promuovere la creazione di comunità energetiche e sistemi di autoconsumo collettivo.