Le eccellenze nascoste della sanità pubblica molisana

Attualità
giovedì 05 agosto 2021
di La Redazione
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L'ospedale Cardarelli
L'ospedale Cardarelli © Termolionline

TERMOLI. Le eccellenze nascoste della sanità pubblica molisana.

E' quanto evidenzia un papà a cui la solerzia dei medici ha visto salvare la vita al figlio.

«Sono un padre che ha vissuto l’esperienza che nessun genitore si augura di vivere: quella di vedere un figlio in grave pericolo per una banale caduta in bicicletta.

Mercoledì 24 giugno infatti mio figlio è caduto in bici sotto casa e dopo circa mezz’ora eravamo in ospedale al Pronto soccorso del San Timoteo di Termoli.

All’inizio sembrava che non ci fosse nulla di serio e all’ora di pranzo mio figlio, dopo un’ecografia addominale, è stato dimesso anche se lamentava ancora dei dolori all’addome.

Dopo circa due ore però il ragazzo non si è sentito bene e siamo tornati al PS sempre del San Timoteo. Qui la dottoressa di turno lo ha visitato e ha capito subito che qualcosa non andava.

Infatti la stessa richiedeva di eseguire una TAC addominale  per controllare meglio cosa fosse accaduto.

Alle 18 circa mio figlio ha eseguito al TAC e dopo circa mezz’ora, osservando gli sguardi dei medici e capii che c’era qualcosa che non andava.

Purtroppo i miei sospetti erano fondati e nel giro di circa un’ora è stato organizzato il trasferimento d’urgenza di mio figlio all’ ospedale Cardarelli di Campobasso presso il reparto di Urologia.

Alle 21 circa eravamo a Campobasso e, a riceverci al Pronto Soccorso del nosocomio campobassano c’erano già i due medici che avrebbero dovuto operarlo: il dottor Pasquale Santoro (primario del reparto) e il dottor Angelo Mancini.

I due apparirono molto preoccupati e mi dissero che mio figlio doveva essere operato con urgenza in quanto aveva subito un importante trauma al rene sinistro anticipandomi che, visto l’esito della Tac eseguita a Termoli, il rischio di dover asportare il rene sinistro era molto elevato (oltre il 90%).

Dopo circa due ore di intervento il dottor Santoro mi chiamava nel suo studio per comunicarmi che l’intervento era andato bene e che il rene di mio figlio era stato salvato.

La degenza nel reparto di Urologia è durata 18 giorni (io sono sempre rimasto in stanza con mio figlio visto che lui è minorenne) ed io ho potuto osservare come lui sia stato seguito e trattato, oltre che con grande professionalità, con estrema cura e amore da tutto lo staff dei medici e dal personale infermieristico che devo assolutamente ringraziare per l’eccellente lavoro svolto.

Sono davvero grato e lo sarò per sempre al primario Prof. Pasquale Santoro, , alla Dott.ssa Alessandra Di Lallo, al Dott. Angelo Mancini, al dott. Giovanni Giovanditti, al dottor Luca Venturino, al dott. Cocca Diego e alla dott.ssa Maddonni Stefania. Tutti medici preparatissimi, motivati e disponibili con i pazienti e con i loro familiari a qualsiasi ora e in qualsiasi momento della giornata.

E cosa dire degli “angeli in bianco” che a tutte le ore hanno assistito in modo instancabile e con tanto amore mio figlio…un enorme grazie a tutti voi: grazie a Saveria D’Alessandro, Vanessa Pascale, MariaLibera Cristofaro, Fabio Di Toro, Mario Giancola, Diana Savastano, Graziella Mastronardi, Giuseppina Fanelli, Candida Niro, Pierpaolo Biasella, Maria Di Iorio, Pierluigi Tirabasso, Carla Perrella e Giovanna Gioia.

Ciò a dimostrazione che anche al sud e in particolare nel nostro caro MOLISE abbiamo strutture sanitarie pubbliche eccellenti che meritano tutto il nostro appoggio e supporto, in un periodo in cui l’opinione pubblica tende a sottolineare, soprattutto, gli aspetti negativi, vorrei spezzare una lancia in favore di coloro che riportano in alto gli standard qualitativi delle professioni sanitarie.

Non vi dimenticherò mai tutto quello che avete fatto per mio figlio e vi terrò per sempre nel mio cuore».