Dipendenza da cocaina, come aiutare un assuntore: comportamenti giusti e gli errori da evitare

L'accoglienza lun 06 dicembre
Attualità di La Redazione
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La dipendenza da cocaina va considerata come una vera e propria malattia. Una patologia con le proprie cause, i sintomi e i percorsi di cura, che non possono prescindere da una terapia psicologica ad hoc.

Ci sono vari modi per aiutare un cocainomane, ma la prima cosa da fare è spingerlo a non sottovalutare il problema e a cercare una soluzione al più presto. Infatti, man mano che si va avanti nel tempo peggiorano gli effetti della droga sul corpo, sulla mente e sull’umore.

Molte persone, quando iniziano ad assumere la cocaina, credono di essere in grado di interrompere il meccanismo della dipendenza: il famoso “smetto quando voglio”, un’illusione di avere il pieno controllo della situazione. Il punto è che non è così, perché queste sostanze psicoattive sono legate a fenomeni come quello dell’astinenza e della tolleranza.

Il cocainomane in preda al craving – il desiderio intenso della droga – farebbe di tutto per uscire da questa condizione: non è raro che riprenda a consumare la cocaina anche solo per sfuggire a sintomi come la tachicardia, i deliri e i tremori. Inoltre, poiché si sviluppa una certa abitudine, si ha bisogno di una quantità sempre maggiore di droga per ricreare l’iniziale euforia.

È un autentico tunnel, un baratro nel quale si sprofonda se non ci si affida a un supporto esterno. Gestire un cocainomane non è affatto facile, motivo per cui è importante rivolgersi a una struttura specializzata.

Il San Nicola: un centro per la cura delle dipendenze

Per chi soffre di dipendenza da cocaina, un centro eccellente è il San Nicola nel territorio di Arcevia (in provincia di Ancona). In realtà, la sua equipe si dedica al trattamento di molte altre forme di dipendenza: da droghe diverse, da alcol, da gioco d’azzardo, internet e sesso.

Presso il San Nicola lavorano psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, educatori e infermieri. Si opta per la residenza breve, durante la quale si svolge la riabilitazione sotto l’aspetto fisico e psichico. Il Centro è stato accreditato dall’Assessorato alla Salute con “eccellenza”, ed è ritenuto uno dei maggiori fiori all’occhiello del nostro paese in questo ambito.

Gli errori da non commettere con un assuntore di cocaina

Ci sono alcuni atteggiamenti del tutto sbagliati con un cocainomane. Come già abbiamo sottolineato, uno di questi consiste nel trascurare il problema: pensare che passerà da sé, e che basta un po’ di forza di volontà. Non è così, poiché la droga agisce profondamente sul nostro cervello e provoca sensibili alterazioni a livello dei neurotrasmettitori.

Un altro errore è cercare un ausilio nei farmaci. Non esistono medicinali che contrastano il bisogno di cocaina, il craving e l’astinenza: a volte vengono prescritti degli antidepressivi o degli ipnotici, che tuttavia peggiorano la situazione o al limite non hanno effetto.

Un valido rimedio è la Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva, o rTMS, un metodo avanzato che porta i collegamenti neuronali allo stato pre-dipendenza.

Chi non vuole affidare un parente o un partner cocainomane a una struttura apposita consiglia spesso la disintossicazione autonoma. Anche questo non è raccomandato, dato che le crisi di astinenza possono essere molto pericolose. Potrebbero verificarsi scatti di rabbia, gesti violenti o addirittura estremi.

L’importanza del dialogo

Per aiutare un cocainomane, il dialogo è essenziale. Un dialogo che va condotto in maniera assolutamente non giudicante, senza pregiudizi, con lo scopo concreto di supportare l’individuo colpito dalla dipendenza.

È necessario mostrarsi positivi e propositivi, empatici e comprensivi. Questo, ovviamente, non significa dimenticare le conseguenze negative della cocaina, anzi. La partecipazione al problema deve procedere di pari passo con la consapevolezza dello stesso.

Quando si ha a che fare con un cocainomane, è indispensabile un comportamento costruttivo. Sono utili le attività che combattono la noia, e che distraggono la persona dal desiderio della sostanza. Insomma, non bisogna né drammatizzare né minimizzare.

Le terapie per la cura della dipendenza

Nei centri come il San Nicola si adottano delle terapie molto efficaci contro la dipendenza da cocaina. Per esempio, c’è la CBT: la terapia cognitivo-comportamentale, che mira a trovare non tanto le cause della patologia, quanto i fattori che la influenzano nel momento attuale (circostanze, pensieri, emozioni e comportamenti).

Altrettanto valida è la terapia dialettico-comportamentale, o DBT. Una tecnica che prende in esame sia l’ambiente in cui si evolve la dipendenza, sia l’incapacità di padroneggiare le emozioni e le sensazioni. Diversi approcci si servono di entrambi i metodi, per l’elaborazione di un percorso terapeutico su misura.

Non di rado, la CBT e la DBT si associano alla mindfulness per acquisire una maggiore consapevolezza di sé e dei propri strumenti di coping. Ad ogni modo, per beneficiare di un simile trattamento è fondamentale rivolgersi a un centro di recupero. Consigliate sempre questa soluzione ai vostri cari che soffrono di una dipendenza: guarire è possibile, per riprendere in mano le redini della propria vita.

 

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