Famiglie fragili e sostegno sociale

Il report sab 15 gennaio
Attualità di La Redazione
6min
Termoli dall'alto ©Giovanni Cannarsa
Termoli dall'alto ©Giovanni Cannarsa

TERMOLI. Fondi residui alla chiusura del progetto per il potenziamento delle attività di carattere sociale svolte dai Consultori familiari pubblici per il sostegno alla genitorialità delle famiglie fragili, finanziato col. fondo politiche per la famiglia anno 2019. Il progetto ha coinvolto 51 persone di cui 33 minori, di questi 4 hanno meno di 1000 giorni di vita. Si registra una significativa incidenza (46%) di nuclei mono genitoriali. Il 10% è residente in comuni sopra i 15.000 abitanti; il 15% è residente in comuni medio-grandi tra i 6.000 e i 15.000 abitanti; il 50% è residente in comuni di media popolazione ovvero tra i 3.000 e 6.000 abitanti; il 25% è residente in comuni di piccole dimensioni ovvero compreso tra 1.000 e 3.000 abitanti; non vi è alcun residente nei comuni sotto i 1.000 abitanti. Parliamo dell’Ambito territoriale sociale di zona di Termoli, che comprende 19 comuni, compreso quello termolese, che è capofila. Il coordinatore Antonio Russo evidenzia nella relazione che nessun nucleo è andato oltre la spesa del 70% e quindi non si è proceduto alla liquidazione della II tranche del 30%. Una famiglia, in ragione di un cambio di residenza, ha rinunciato alla progettazione. 

Le somme non spese rispetto alla liquidazione della Regione Molise (D.D. 6601 del 03/12/2019) ammontano a euro 13.712,62. Le progettazioni hanno visto interessati 33 minori con una concentrazione di spesa su alcune attività. Per contestualizzare al meglio le spese effettuate è importante ricordare il periodo “storico” nel quale si sono attuate le progettazioni. Il progetto ha abbracciato un periodo caratterizzato da lockdown e zone rosse territoriali con una limitata apertura delle attività ludico-ricreative che sono tornate gradualmente a regime a partire dal mese di maggio 2021 (Decreto Riaperture del 19 maggio 2021). Questo scenario spiega il significativo investimento per il contesto scolastico (supporto alla didattica 40%) e la tutela alla frequenza scolastica, attraverso la DAD, con spese nel settore informatico (20,9%). Meno significativo, ma comunque importante l’acquisto di libri (3,9%). Da confronto con le case manager è emersa l’esigenza di far entrare nelle case di alcuni minori libri che non fossero libri di testo. L’esperienza di lettura di un libro non scolastico si è dimostrata essere fondamentale per alcuni nuclei non abituati a confrontarsi con l’acquisto di testi extra-scolastici. Nonostante le difficoltà di contesto le attività ludico-ricreative hanno trovato un buon investimento da parte delle famiglie (18,2%) con significativi riscontri di soddisfazione come è possibile vedere successivamente attraverso l’analisi della qualità percepita del progetto. L’Ufficio di Piano dell’Ats di Termoli, a conclusione delle progettazioni personalizzate, ha condotto una indagine valutativa. Rileviamo nessun valore negativo espresso verso l’operato delle case manager, con livelli più elevati relativamente alla competenza mostrata e la chiarezza manifestata nel corso del progetto. Possiamo osservare come ci sia una sostanziale sfiducia per un miglioramento della propria condizione economica cui si associa una sostanziale poca fiducia nel miglioramento dello scenario economico nazionale. Il dato appare interessante a fronte della mole di investimenti che riguarderanno il paese, come il Pnrr che sembra però non sortire effetti fiduciosi nella propria ripresa economica e di quella della nazione. Probabilmente può incidere una non sufficiente conoscenza delle misure economiche che attraverseranno il paese fino al 2026. Per quanto, invece, riguarda il bilancio della propria condizione economica si manifesta una sostanziale peggioramento a fronte di un forte peggioramento a livello nazionale. Ci siamo poi soffermati su un approfondimento della valutazione della propria situazione generale attraverso parametri di salute, economica e relazionale.

Possiamo osservare come ci siano buoni livelli di valutazione a testimonianza di un soddisfacente e potenziale resilienza familiare. Appaiono un po’ bassi gli indicatori economici, seguiti dalle relazioni amicali. Emerge, come avremo modo di osservare successivamente, un vissuto di solitudine di queste famiglie rispetto alla loro condizione di vita. La nostra analisi dei nuclei familiari si è poi concentrata sul loro livello di preoccupazione generale attraverso alcuni indicatori. Possiamo osservare come l’indicatore con maggior carico di preoccupazione è l’indicatore “futuro dei propri figli” seguito dal “proprio futuro” e “difficoltà nel trovare lavoro” e “criminalità”. Notiamo come, se la questione si sposta su dinamiche appartenenti i figli il livello di espressione di preoccupazione sale in maniera significativa. Di difficile interpretazione il dato relativo alla preoccupazione per lo stato di salute e sanità, espresso all’interno di un quadro pandemico ancora in evoluzione. Non appaiono livelli di preoccupazione alti come quelli sopra espressi. Potremmo ipotizzare che la questione “lavoro” catalizzi in maniera significativa le altre questioni a scapito di altre come salute. Lo stato di salute

sembra aver perso in queste famiglie il valore di risorsa che magari poteva essere osservato qualche anno fa. Un altro cluster di domande ha riguardato la rilevazione della percezione dei determinati per l’inclusione sociale. L’obiettivo dell’analisi era capire su quali aspetti le persone credono maggiormente per affrancarsi dalla condizione di rischio emarginazione sociale al fine di pensare nuove linee di sviluppo di interventi. Notiamo come l’indicatore che registra il valore più alto è la conoscenza dei diritti. Appare molto significativa questa scelta e potrebbe indirizzare alcuni interventi informativi nonché un potenziamento degli interventi di orientamento da parte dei servizi di front-office. Altro fattore che evidenzia un alto valore è la capacità di adattamento a danno delle aspettative. Probabilmente le famiglie intervistate esprimono un livello di rassegnazione, corroborato anche probabilmente dall’indicatore sulla qualità contrattuale del lavoro. Si esprime una evidente preferenza per la componente economica a scapito della natura contrattuale della prestazione lavorativa. Rileviamo inoltre un valore molto alto per la componente formativa. Vi è una netta consapevolezza del valore formativo per le competenze lavorative. Un possibile spunto di riflessione potrebbe essere quello di orientare le politiche attive verso una riqualificazione professionale utile e spendibile, constando una buona motivazione ad intraprendere questo tipo di percorso Con l’ultimo blocco di domande abbiamo cercato di capire il livello di soddisfazione nel vivere e nell’appartenere in maniera locale o come comunità più estesa all’interno di un territorio. Osserviamo in questo ultimo blocco di domande come vi sia una forte appartenenza al contesto Italia, quasi sovrapponibile al contesto-Europa, con un leggero vantaggio per il valore “molto”. Non appare in accezione “negativa” la soddisfazione di vivere in un territorio come il Molise ma appare più distaccato rispetto ad Italia e Europa. Questo dato sembra far emergere un sentimento di maggiore tutela espressa nell’appartenere ad un contesto più allargato, che garantisce maggiore soddisfazione ad una famiglia molisana. In appendice alla presente relazione si invia tutta la documentazione relativa alle progettazioni delle famiglie. Per ogni famiglia beneficiaria sarà possibile prendere visione della scheda progettuale; della dichiarazione sostitutiva delle spese sostenute da parte del beneficiario con relativi giustificativi di spesa prodotti; relazione conclusiva redatta dalla case manager sul percorso progettuale della famiglia beneficiaria».

Domanda n. 1: “Il progetto ha consentito di far fonte alla situazione di difficoltà”:

➢ Molto, 33%;

➢ Abbastanza, 67%

Con questa domanda si voleva comprendere il livello globale di soddisfazione economica dei beneficiari ed abbiamo riscontrato un 100% di valutazione positiva sulla progettazione;

Domanda n. 2: “Il progetto ha favorito l’inclusione nella società del minore/dei minori”:

➢ Molto, 40%;

➢ Abbastanza, 40%;

➢ Poco, 10%;

➢ Per niente, 10%

La domanda voleva analizzare il livello di soddisfazione rispetto all’obiettivo della misura. Osserviamo un 80% di giudizio positivo, ma registriamo un 20% di giudizio non positivo. La differenza con la domanda n.1 ci può far ipotizzare che in un 20% dei casi è stato disatteso l’obiettivo principale della progettazione.

Domanda n. 3 “L’importo è stato congruo con le difficoltà evidenziate in sede di progettazione?”

➢ Molto, 40%;

➢ Abbastanza, 40%

➢ Poco, 20%

La domanda aveva il fine di valutare la percezione del contributo erogato. Notiamo un accordo positivo all’80% che quindi resta in linea con quanto sopra evidenziato.

Domanda n. 4 “In che misura è soddisfatto del progetto”

➢ Molto, 42%;

➢ Abbastanza, 42%

➢ Non risponde, il 16%

Con questa domanda si voleva comprendere il livello globale di soddisfazione dei beneficiari ed  abbiamo riscontrato un 84% di valutazione positiva sulla progettazione.

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