Ricorso alla Consulta, plauso degli operatori balneari alla Meloni

Braccio di ferro dom 16 gennaio 2022
Attualità di La Redazione
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Spiaggia a fine agosto ©Termolionline
Spiaggia a fine agosto ©Termolionline

ROMA. Torna d’attualità la vertenza degli operatori balneari. Il Sib-Confcommercio loda l’iniziativa assunta da Fratelli d’Italia a difesa della categoria e delle prerogative costituzionali del Parlamento. «Apprezziamo l’iniziativa di Fratelli d’Italia che ha deciso di sollevare davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzione contro la sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato riguardante le concessioni demaniali marittime” – ha affermato Antonio Capacchione, presidente del Sib - avevamo chiesto, da settimane, ai parlamentari e alle Istituzioni rappresentative un ‘atto di coraggio’ e un ‘atto di orgoglio’ a difesa delle prerogative del Parlamento che sono state ‘umiliate’ dal Consiglio di Stato – ha proseguito Capacchione. Il partito di Giorgia Meloni, a nostro avviso, ha, finalmente e correttamente, raccolto questa sollecitazione. È un fatto estremamente positivo che va, non solo a difesa dei 30.000 balneari italiani, ma, soprattutto, delle prerogative del Parlamento e delle Istituzioni rappresentative. Nel contempo non possiamo anche evidenziare che il Consiglio di Stato, in una sentenza depositata oggi, contraddice quanto affermato nell’adunanza plenaria in ordine alla proprietà aziendale e all’applicazione della Direttiva Servizi alle concessioni vigenti anteriori al 2009. A conferma che la sentenza del Consiglio di Stato in adunanza plenaria è una sentenza assai discutibile: una brutta pagina della giurisprudenza amministrativa italiana. Per quanto ci riguarda confermiamo che il Sib impugnerà la sentenza dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato - ha concluso il presidente del Sindacato - davanti alla Corte di Cassazione per eccesso di giurisdizione».

Dopo il plauso del Sib, arriva anche quello delle altre organizzazioni di categoria del mondo balneare, dopo l’iniziativa assunta da Fratelli d’Italia, che ha impugnato la sentenza del Consiglio di Stato del novembre scorso in Corte costituzionale. Il referente molisano di Base Balneare, Pietro d’Andrea, condivide i contenuti della nota nazionale. «Esprimiamo il nostro apprezzamento per la conferenza stampa tenuta da Giorgia Meloni, nel quale ha sollecitato l'intervento sulla questione delle concessioni balneari e annunciato la decisione di sollevare davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzione contro la sentenza dell'adunanza plenaria del Consiglio di Stato riguardante le concessioni demaniali marittime. Ringraziamo inoltre la presidente di Fratelli d'Italia per aver sottolineato quanto affermiamo da sempre: non è possibile applicare la Direttiva Bolkestein alle migliaia di imprese balneari del nostro paese perché deve essere innanzitutto stabilita la scarsità delle risorse e perché rappresentiamo concessioni di beni e non di servizi. Anziché accanirci sulle concessioni già assegnate, in Italia, ricorda giustamente la Meloni, esistono migliaia di chilometri di coste non ancora assegnate a concessione. Si potrebbe infatti lavorare su quelle, anziché togliere il lavoro alle 30.000 aziende italiane, già sul lastrico dopo l'ulteriore crisi post pandemia. Chiediamo un sollecito intervento del Parlamento che affronti la questione delle concessioni balneari per dare tutela e certezza alla intera categoria». Anche Il presidente di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli chiede al governo risposte chiare in merito all’attuazione della legge 145/2018, prima di avviare la discussione di qualunque provvedimento di riforma del settore balneare. «Nei giorni scorsi – spiega Rustignoli – Fiba-Confesercenti ha presentato al governo il documento tecnico per l’avvio del confronto in merito alla vicenda delle concessioni demaniali marittime. Il documento ripercorre i passaggi sviluppatisi successivamente all’adozione della direttiva Bolkestein e pone al governo alcuni quesiti per i quali, a giudizio di Fiba, è indispensabile vengano fornite risposte chiare e definite, preliminari alla discussione di qualunque norma». «Mentre non è dato sapere quale sia il responso della Commissione Ue sulla replica del nostro governo alla lettera di messa in mora del dicembre 2020 – prosegue Rustignoli – e pronunciandosi l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato sfavorevolmente sulle proroghe automatiche, senza in alcun modo considerare che l’estensione della durata delle concessioni non costituisce una proroga, bensì il tempo dato al sistema per poter procedere a una revisione dei princìpi e alle imprese per riorganizzarsi, beneficiando di tempi congrui in ossequio al legittimo affidamento, perché il legislatore dovrebbe ora rinunciare a porre in essere quella riforma le cui basi sono state già gettate all’interno della legge 145/2018, senza che nessun organo abbia mai opposto alcunché?».

«Fra l’altro – sottolinea il presidente di Fiba – lo stesso Consiglio di Stato ha già preso atto di questa legittima esigenza di dilazione dei tempi, quando afferma, nella nota sentenza dell’adunanza plenaria, che “al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere, di tener conto dei tempi tecnici perché le amministrazioni predispongano le procedure di gara richieste e, altresì, nell’auspicio che il legislatore intervenga a riordinare la materia in conformità ai principi di derivazione europea, le concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative già in essere continuano ad essere efficaci sino al 31 dicembre 2023 …”, pur avendo indicato all’uopo un termine troppo ristretto». Conclude Rustignoli: «Riteniamo dunque che non debba essere considerato fuori luogo potersi attendere, dopo un confronto con la Commissione Ue, il riconoscimento di un più lungo termine entro il quale procedere a ricognizioni, mappature e rilevazioni (oggetto peraltro dell’espressa previsione del “decreto concorrenza”, dopo essere state già previste dalla legge 145/2018), per poi passare all’attuazione della riforma. Una riforma di cui, lo ribadiamo, erano già state gettate le basi con la legge 145, senza che poi, senza alcuna responsabilità delle associazioni e degli operatori del comparto, si sia dato un seguito. Parteciperemo quindi ai prossimi incontri, chiedendo al governo di mettere le carte in tavola, chiarendo quali siano i suoi intendimenti rispetto alle questioni preliminari evidenziate, prima di avviare qualunque altro approfondimento». «Quanto è emerso ieri mattina dalla conferenza stampa di Fratelli d’Italia sul tema delle concessioni demaniali marittime amplifica con l’autorevolezza del suo presidente Giorgia Meloni le posizioni che Assobalneari Italia sta portando avanti con ferma convinzione da ormai un decennio». Lo afferma Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria. «La direttiva Bolkestein non deve essere applicata ai concessionari demaniali delle imprese balneari – sostiene Licordari – poiché riguarda le concessioni di servizi e non di beni, come invece sono gli stabilimenti balneari che ricevono in concessione un’area; allo stesso modo non deve essere applicata perché la risorsa da poter affidare ancora in concessione non è scarsa o limitata, poiché ci sono ancora migliaia di chilometri di costa da poter essere affidati. Si tratta di posizioni assolutamente condivisibili, come pure il richiamo al principio della reciprocità nei confronti degli altri paesi Ue e alla discriminazione che sta subendo l’Italia nei confronti di competitor come Spagna, Portogallo e Croazia e alla difesa della nostra sovranità nazionale, evidenziato dall’on. Francesco Lollobrigida». «Quanto è emerso dalla conferenza stampa di Fratelli d’Italia sul tema delle concessioni demaniali marittime amplifica con l’autorevolezza del suo presidente Giorgia Meloni le posizioni che Assobalneari Italia sta portando avanti con ferma convinzione da ormai un decennio».

Lo afferma Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria. «La direttiva Bolkestein non deve essere applicata ai concessionari demaniali delle imprese balneari – sostiene Licordari – poiché riguarda le concessioni di servizi e non di beni, come invece sono gli stabilimenti balneari che ricevono in concessione un’area; allo stesso modo non deve essere applicata perché la risorsa da poter affidare ancora in concessione non è scarsa o limitata, poiché ci sono ancora migliaia di chilometri di costa da poter essere affidati. Si tratta di posizioni assolutamente condivisibili, come pure il richiamo al principio della reciprocità nei confronti degli altri paesi Ue e alla discriminazione che sta subendo l’Italia nei confronti di competitor come Spagna, Portogallo e Croazia e alla difesa della nostra sovranità nazionale, evidenziato dall’on. Francesco Lollobrigida». Prosegue Licordari: «Assobalneari Italia accoglie con soddisfazione anche l’annuncio dato dalla presidente Meloni e dall’on. Riccardo Zucconi di un ricorso alla Corte costituzionale per sollevare conflitto di attribuzione contro le ultime sentenze del Consiglio di Stato, denunciando l’iniquità delle stesse che vorrebbero sostituirsi all’azione legislativa. Anche noi avevamo auspicato che fosse il governo a intraprendere questa iniziativa, e ci fa piacere che sia stata raccolta da Fratelli d’Italia». Infine, aggiunge Licordari, «Assobalneari Italia concorda pienamente con l’appello che Giorgia Meloni ha rivolto al presidente del consiglio Mario Draghi di mettere in campo la sua autorevolezza per andare in Europa e chiedere l’esclusione dall’applicazione della direttiva delle concessioni demaniali marittime ai fini turistico-ricreativi, per difendere e tutelare un intero comparto economico fondamentale per l’economia del nostro paese, che non può essere abbandonato alla speculazione delle grandi multinazionali. Principi ribaditi anche in una lettera recentemente inviata dall’on. Carlo Fidanza e dagli altri eurodeputati di Fratelli d’Italia al commissario Thierry Breton, rimasta finora anch’essa senza risposta». «Porteremo al tavolo dei ministri tutti questi argomenti, supportandoli con documenti di natura giuridica, perché rappresentano la posizione che Assobalneari Italia ha sostenuto in tutti questi anni e che l’on. Meloni ha ancora una volta fatto propria, confermando l’impegno del suo partito», conclude Licordari.

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