«A che punto è la ricostruzione post sisma del 2002?»

La clessidra gio 27 gennaio 2022
Attualità di La Redazione
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Ricostruzione ©n.c.
Ricostruzione ©n.c.

CAMPOBASSO. «A che punto è la ricostruzione post sisma del 2002?»

Lo chiede la capogruppo dem Micaela Fanelli.

«Da ciò che si apprendere dalle pubbliche denunce delle associazioni di categoria delle imprese edili, il recupero del patrimonio edilizio danneggiato va avanti a singhiozzo o è addirittura sospeso a causa dei numerosi ritardi accumulati nella fase di liquidazione delle aziende.

E, fatto gravissimo, risulta che il trasferimento della tranche di 13 milioni di euro da parte del Ministero dello Sviluppo Economico ancora non viene accreditata alle stesse.

Problemi che si sommano a quelli denunciati dall’Ordine dei Geologi, che proprio in questi giorni ha denunciato il rischio di perdere quasi 2,5 milioni per la microzonazione sismica e quasi 20 milioni per gli interventi strutturali».

Nel tentativo di far luce sull'intera vicenda e di sbloccare lo stallo amministrativo e operativo della ricostruzione, il capogruppo Pd Micaela Fanelli ha protocollato in Consiglio regionale una specifica interrogazione indirizzata al presidente Toma, anche nella sua veste di responsabile della Protezione Civile regionale.

«Nonostante il grido di allarme e i ripetuti appelli delle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma 2002, i pagamenti sono fermi e non si ha nessuna certezza sul trasferimento della tranche di 13 milioni di euro da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, atteso da settimane – spiega Micaela Fanelli – Una situazione inaccettabile che pone sull’orlo del fallimento numerose imprese, impedendo alle persone di rientrare nelle proprie case dopo ancora venti anni.

 Non bisogna infatti dimenticare che il settore edile in Molise rappresenta il comparto che raccoglie la maggior parte dell'occupazione nella regione e di rimando contribuisce notevolmente al PIL regionale.

Per cui, attraverso l’interrogazione presentata in Consiglio chiediamo a Toma non solo di conoscere lo stato di fatto della ricostruzione post-sisma, cioè le opere finanziate e lo stato di liquidazione delle stesse ad oggi.

Ma anche di conoscere i motivi dei ritardi nei pagamenti lamentati dalle imprese edili che lavorano alla ricostruzione post-sisma 2002 e se sono previsti interventi risolutivi, tali per cui si possa arrivare ad una decisione definitiva circa la ultimazione dei cantieri, tenuto conto di ritardi e dei problemi oggettivi legati alle risorse finanziarie e se è intenzione del Governo regionale aiutare le imprese in difficoltà.

Perché, dopo esattamente 20 anni, è giunta l’ora di concludere la ricostruzione, pagare le ditte che hanno lavorato e soprattutto permettere alle persone di rientrare nelle proprie case».


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